"Riprendiamoci Capo Gallo" - Live Sicilia

“Riprendiamoci Capo Gallo”

La protesta
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Cinquanta centesimi per i pedoni, un euro se si entra in bici, due se si cavalca una moto e così via fino ai dieci euro che pagano coloro che in caravan vogliono accedere alla riserva di Capo Gallo. Una tassa che non va più giù a quanti considerano la riserva un bene di tutti.

Così la pagina “No al pizzo a Capo Gallo”, è riuscita ad ottenere circa 4 mila adesioni in pochissimo tempo, contro quel ticket che la famiglia Vassallo proprietaria dell’ingresso, ha posto verso chiunque voglia arrivare alla riserva. Tutto è iniziato quando alcuni universitari si sono visti costretti, per arrivare a Capo Gallo senza pagare, a dover attreversare gli scogli. Rientrati a casa, hanno riversato sulla rete la loro “indignazione”. E visto il largo numero di adesioni gli ideatori di questo comitato spontaneo, hanno lanciato sul social network un sit-in di protesta. Si sono dati appuntamento questa domenica alle 10:30, in una zona “neutra”, l’area di sosta degli autobus, di fronte allo stabilimento “La Torre”, con tutta l’intenzione di “rimanere nell’ambito della legalità”.

Il problema però potrebbe essere risolto solo dal Comune. La famiglia Vassallo chiede una tassa sul passaggio in virtù di una proprietà la cui appartenenza alla famiglia è sancita anche da una sentenza passata in giudicato. L”unico modo per rendere pubblica quest’area sarebbe un’esproprio da parte del Comune, che non è mai avvenuto.


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Commenti

    Classico esempio della gestione della città di Palermo.
    Un privato, evidentemente ben protetto da chi ha il potere legale e illegale della città, può imporre un pedaggio medievale a tutti gli altri cittadini- servi della gleba.
    Tutto senza rilasciare uno straccio di ricevuta e quindi, visto il luogo, evadendo le tasse (altra rapina alla collettività) alla luce del sole!

    “L’unico modo per rendere pubblica quest’area sarebbe un’esproprio da parte del Comune, che non è mai avvenuto.”….e mai avverrà!…è una cosa vecchia..nessun sindaco la mette nel programma…tutti parlano (come le cabine e l’area pedonale a mondello) e nessuno fa niente.

    Confermo che tutto viene intascato in nero senza rilascio di alcuna ricevuta. ATTENZIONE al vecchio, se fai storie mette subito le mani addosso…è ormai allenato a queste proteste verbali e non perde tempo a mettere le mani in faccia.

    50 centesimi sono benedetti per entrare in una riserva naturale
    se ci fosse libero accesso, visto l’ inciviltà dei palermtani diventerebbe una discarica in un niente
    è una gran fortuna che ci siano questi signori che ancora se ne occupano
    e poi quando ci vai a correre ti fanno entrare senza chiedere niente

    una sentenza di un tribunale si rispetta anche se non piace. Contro chi sarà questa protesta? Vassallo family? Sbagliatissimo. Hanno dalla loro la sentenza che gli riconosce la proprietà della strada. Contro il Comune? Giusto, ma se non ha i soldi per l’esproprio, qual è la proposta alternativa?
    Meglio chiarire questi dettagli prima di trovarsi 150 persone a Mondello. Altrimenti sono solo chiacchiere.

    Concordo in pieno con gli ultimi due commenti di antony e totò

    I Vassallo vincono una diatriba legale con le istituzioni pubbliche di Palermo, con una sentenza in tribunale (non vincono cioè ad una scazzottata) che riconosce loro la proprietà della strada che porta dal cancello alla punta estrema di Capo Gallo, al faro.
    E se la proprietà è mia, tu per passare nella mia proprietà devi pagare, e questa è la più elementare e antica legge del mondo, in fatto di proprietà.
    Quell’area è anche Riserva Naturale, tuttavia la proprietà della strada resta sempre della famiglia Vassallo, per sentenza del Tribunale, sentenza emessa dopo che era stata istituita la Riserva di Capo Gallo.

    Il Comune potrebbe espropriare la strada e renderla gratuitamente alla collettività, ma ci sono due problemi, GROSSI:
    1. il comune non ha i soldi in cassa per espropriare.
    2. anche se il comune avesse i soldi per espropriare e domani espropriasse, si presenterebbe un problemone che metterebbe a rischio ambientale tutta quell’area enorme, non provvederebbe, come è nella sua più autentica tradizione di tutela del territorio, a presidiare con proprio personale quell’area cominciando dal cancello. Se a Capo Gallo, togliendo la famiglia Vassallo al cancello, non posizioni dei vigili urbani in divisa per 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, caro “Comitato per Riprendiamoci Capo Gallo”, sai cosa succede?
    Ne hai una vaga, pallida idea di cosa succederebbe ?
    Succede che quell’area diventa la più grande discarica abusiva della città, per cittadini senza scrupoli che andranno a scaricare sfabbricidi (risparmiando sui costi di conferimento nelle discariche abilitate), elettrodomestici fuori uso, pneumatici, carcasse di auto e scooter, e sicuramente liquidi e rifiuti pericolosi.
    Allora ad una insana capacità di controllare quell’area sensibile da parte del comune, è preferibile, per la tutela ambientale, che i Vassallo continuino a fare i guardiani regalandoci in cambio di 1-2 euro, la fruizione di un area incontaminata dal punto di vista ambientale. D’altronde alla Riserva dello Zingaro paghiamo, ma in cambio fruiamo di un area ambientalmente tutelata.
    Non oso pensare al degrado di Capo Gallo se la proprietà della strada, dal cancello la faro, passasse al comune o ad una qualsiasi istituzione pubblica locale.
    Invito al “Comitato per Riprendiamoci Capo Gallo”: pensate a questi aspetti prima di fare scendere gente in strada. Fate i conti con l’incapacità di controllo del territorio delle istituzioni pubbliche nostrane.

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