Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.


dovrebbe essere una lotta di tutti quanti noi, ma gli Italiani sono bravissimi a protestare su facebook e no in Piazza, auguro il meglio al Dott. Ricco e a chi è nella sua situazione.
Ma non si poteva risolvere senza arrivare a questi estremi.
Chi ha sbagliato deve pagare !!!!! Ci sono i mezzi adesso una punizione esemplare.
Razza devi mandare a casa chi ha sbagliato, Faraoni e Pastorello.
Subito a casa un segnale forte.
italia indietro anni luce. la salute calcolata da ragionieri e non da medici.
e soprattutto ,dovrebbe essere una lotta comune ed esserci legge unica che preservi. se il 670g prevede tot sensori e soprattutto tot controlli capillari pre autonomia, che così sia.
Anche a me a Roma è capitato spesso di aver avuto difficoltà nell’approvvigionamento c/o il servizio farmaceutico della Asl di zona. X capire chi sbaglia mi sono fatto dare il numero dell’ordine alla Asl e dopo ho sollecitato la Medtronic. Ovviamente la Asl deve fare la ordine tempestivamente xchè l interesse della Medtronic è quello di vendere i sensori. Proprio x quest’ultimo motivo, e x sensibilizzare chi ha tali responsabilità, avevo segnalato tale problematica anche al Comando Carabinieri competente x territorio.