Roma, 'guerra' per la Procura| Fra 'magistropoli' e ricorsi - Live Sicilia

Roma, ‘guerra’ per la Procura| Fra ‘magistropoli’ e ricorsi

Marcello Viola e Giuseppe Creazzo fanno ricorso contro la nomina di Prestipino
1 Commenti Condividi

PALERMO – Ci sono due ricorsi contro la nomina di Michele Prestipino alla nomina di procuratore di Roma. A presentarli Marcello Viola e Giuseppe Creazzo, rispettivamente procuratore generale e procuratore di Firenze.

Guerra di titoli e ‘magistropoli’

È un guerra di titoli. Viola e Creazzo ritengono di possederne più di Prestipino. Le vicende romane si inseriscono, però, nel contesto di ‘magistropoli’, lo scandalo che sta travolgendo la credibilità della magistratura dove gli intrighi di palazzo governano le nomine nelle procure.

Per la successione all’incarico che era stato di Giuseppe Pignatone si candidarono in tre, oltre a Creazzo e Viola (il primo di Unicost, la corrente di centro, e il secondo di Magistratura indipendente, corrente di destra)) c’era anche Francesco Lo Voi, attuale procuratore di Palermo (pure lui di Magistratura indipendente).

Era stato indicato Viola

Il Csm avanzò al plenum la proposta di Viola che aveva ottenuto la maggioranza (con quattro voti favorevoli). Gli altri due candidati avevano avuto un voto ciascuno. Nell’attesa del Plenum saltarono fuori le conversazioni di Luca Palamara, indagato a Perugia. “Su Roma si vira su Marcello Viola”, diceva Luca Lotti, parlamentare democratico ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ne discuteva con il collega dem Cosimo Ferri e con i magistrati Palamara e Lugi Spina.

Voto ribaltato

Lo stesso Spina diceva che “l’unico che non è ricattabile è Viola Marcello”. Viola che era all’oscuro di ogni trama e non è mai stato intercettato. Sta di fatto che nel gennaio scorso il Csm ha formulato tre nuove. Non c’era più Viola, ma Lo Voi, Creazzo e Prestipino, allora procuratore aggiunto di Roma. Ed è quest’ultimo che alla fine l’ha spuntata.

Le ragioni del ricorso

Viola, originario di Cammarata, nell’Agrigentino, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impdiduglia, ha impugnato innanzi al Tar del Lazio la nomina di Prestipino. I legali hanno sostenuto che “il Csm da un lato ha ammesso come fosse acclarato il mancato coinvolgimento di Viola rispetto al procedimento di Perugia e che lo stesso fosse parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri, ma dall’altro lato ha illegittimamente revocato l’originaria proposta a favore di quest’ultimo e, senza esternare alcuna motivazione idonea a giustificare tale cambio di indirizzo, non ha formulato nei suoi confronti alcuna nuova proposta”.

Secondo i legali, Viola (è stato procuratore a Trapani) ha più titoli di Prestipino che non ha mai svolto un incarico direttivo, non avendo guidato una Procura. In sede di nomina la scelta è caduta si di lui valorizzando la conoscenza del territorio romano dove ha fatto il facente funzioni di procuratore nei mesi di vuoto.
Stessa cosa sostiene Creazzo, procuratore capo a Palmi dal 2009 e a Firenze dal 2014. Ritiene di avere più titoli di Prestipino. Adesso il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

1 Commenti Condividi

Commenti

    Questi sono due signori che hanno capito a pieno quanto ha detto il Capo dello Stato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *