Il siciliano Saverio Romano, leader del Pid e scissionista dell’Udc, rilascia al “Giornale” un’intervista sulla crisi. Ecco i punti salienti. “Quello che è accaduto – dice Romano – dimostra una cosa: il terzo polo è nato in dieci giorni, a Bastia Umbra. L’undicesimo giorno è morto. È bastato cheil capo dello Stato dicesse due cose ovvie e il disegno di Casini e Fini è fallito. La prima è che non si può fare un nuovo governo contro chi ha vinto le elezioni. La seconda è che in questo momento non è utile fare una crisi al buio”.
Romano traccia un quadro generale: “Il motivo per cui i toni di Casini e Fini sono decisamente cambiati rispetto a Chianciano e Bastia Umbra è che nessuno dei due scommette più un euro sulla sfiducia a Berlusconi. E, come dicevo io, Casini s’è accorto che nel Pd c’è una ineluttabile scomposizione: la loro base guarda sempre più a sinistra mentre i vertici guardano al centro. Ma i vertici sono destinati a soccombere”. E i rapporti Fini-Casini?, chiede l’intervistatore. Risposta: “Pessimi: volevano fare una ftisione a freddo, una sorta di predellino bonsai. Anche in questo caso, Casini s’è reso conto che il leader sarebbe stato Fini e non lui”.

