Palermo, il boss Salvatore Verga: "La mamma ha le cose scritte"

“La mamma ha le cose scritte”, così Verga gestiva gli affari dal carcere

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Le conversazioni con il padre dal carcere

PALERMO – “Gli devi dire che io voglio parlare con lui. Si fa una scheda, devo parlare con lui. La mamma ha le cose scritte, leggiti il foglietto e glielo fai leggere a lui”, diceva Salvatore Verga al padre Gaetano finito agli arresti domiciliari assieme alla moglie Maria Claudino.

Nelle intercettazioni dei carabinieri è rimasta traccia del ruolo dei genitori del boss della droga e mandante degli attentati ai danni dei commercianti nel mandamento di San Lorenzo. Era detenuto nel carcere di Trani ma aveva a disposizione due cellulari per le direttive alla squadraccia dei picciotti dello Zen e della Marinella.

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Nelle conversazioni recuperate dagli investigatori, coordinati dai pubblici ministeri Giovanni Antoci e Andrea Fusco, emerge un giro di denaro enorme. “Gli deve dare 14 perché non c’è andato?”; “A parte ci deve dare un 20 e un 29 all’amico mio per chiudere il conto… tutto quello rimane sono i 35 miei”.

Pochi dubbi da parte di chi indagava: parlava di migliaia di euro. Alcune transazioni per comprare droga sono avvenute usando dei bitcoin. I traffici servivano a finanziare le famiglie del detenuti.


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