San Giuseppe Jato, giustizia senza perdono per Brusca

Giustizia senza perdono: Brusca e il lutto impossibile da elaborare

Giovanni Brusca
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Commenti

    Se la mamma del piccolo Giuseppe non vuole che si faccia la presentazione del libro va ascoltata. Non aggiungiamo altro.

    Ad Abele, meglio ai parenti di Abele, ma anche a tutti noi, non interessa che don Cozzi abbia parlato con Caino. Dalla chiacchierata, però, è nato un libro che avrà senz’altro un certo successo di vendita visto il chiacchiericcio preparatorio. Ma perché il sindaco, nonostante le parole della “mamma” di Abele, ha organizzato la presentazione del libro proprio a San Giuseppe Jato e no, per dirne una, a Casa del Diavolo, nota frazione perugina, che meglio si adatta a “Uno così…”?

    Talmente Plagiato da Fare ciò che ha fatto! La dimostrazione di come la mente umana sia facilmente manipolabile.

    ritenere san giuseppe un epicentri di mafia fa un pò sorridere, però non concordo con il sindaco, lo stato funziona dove esiste anche un embrione di accettazione del concetto stesso di stato. il vittimismo non aiuta

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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