Onorevole Anthony Barbagallo, cosa ha visto a Niscemi?
“Una comunità con la schiena dritta e con una dignità straordinaria. Si stanno rimboccando le maniche per ricostruire, abbiamo espresso la nostra fortissima vicinanza. Al contempo insisteremo nella trattazione dei nostri emendamenti al disegno legge sul maltempo per ottenere indennizzi per coloro che hanno perso o rischiano di perdere l’abitazione. In proposito il contributo di autonoma sistemazione per noi non è sufficiente”.
Il segretario siciliano del Pd ha convocato la direzione regionale nella cittadina travolta dalla frana, con le sue case, i suoi affetti, il suo dolore. L’istantanea è di quelle che non si dimenticano. Segue intervista globale.
Niscemi, dunque.
“Abbiamo scelto Niscemi anche per il quadro internazionale. Niscemi è il comune del MUOS. Abbiamo ribadito che la Sicilia è terra di pace e che l’Italia ripudia la guerra, cosi come prevede la nostra carta costituzionale. E dalle basi siciliane, come Sigonella, e italiane non può partire nessun contributo logistico alla guerra nel Golfo Persico per assecondare le scorribande del duo criminale Trump-Netanyau. A proposito, abbiamo proposto un’interrogazione urgente al ministro Crosetto: che ci facevano gli elicotteri della US Navy in giro per le Madonie oggi?”.
C’è molta palpabile e legittima tensione.
“La gente è angosciata dalla guerra, mentre i generi di prima necessità aumentano. In questo quadro migliaia di famiglie si leccano ancora le ferite del ciclone Harry. Ci sono alcune misure che non ci convincono per nulla, ad esempio: nella Jonica le fogne continuano a scaricare a mare nel silenzio di troppi. Servono misure urgenti volte alla semplificazione delle procedure, altrimenti neanche per l’estate del 2030 si rimetterà in pristino il litorale e le condotte. Il Pd ha proposto specifici emendamenti per velocizzare i procedimenti relativi al DL maltempo. Daremo battaglia in commissione ed in aula”.
Sono rimbalzate notizie a vario titolo sul suo intervento a Niscemi. Per esempio sulla circostanza che Cateno De Luca sarebbe un interlocutore del Partito Democratico. Conferma?
“Con Sud chiama Nord in passato ci siamo apparentati, per le Amministrative, a Licata e Carlentini. Adesso, alla luce del comportamento di opposizione al governo Schifani, in linea con la federazione di Ragusa valuteremo l’apparentamento su Ispica”.
E per il resto?
“A Messina siamo stati all’opposizione e venerdì chiuderemo lì la campagna referendaria per il no. No alla riforma della giustizia, no alla guerra, no al Ponte. Cateno De Luca è per il sì al Ponte e al referendum non andrà a votare. Antonella Russo, in tanti anni di impegno amministrativo ha dimostrato di avere la schiena dritta e rappresentare l’alternativa più credibile all’amministrazione uscente. Tante le sue battaglie in linea con la sinistra messinese e sul solco degli insegnamenti di Angela Bottari. Messina non ha mai avuto una sindaca donna. Chissà che non sia la volta buona..”.
Andiamo alle prospettive. La coalizione di centrosinistra ha ‘l’incognita’ di Ismaele La Vardera che vuole, fortissimamente, candidarsi.
“Io sono fiducioso. Ho lanciato un appello all’unità e ho notato, con molto piacere, che Ismaele è tornato al tavolo progressista dando un contributo costruttivo. Nei comuni piu popolosi di questa tornata elettorale il centrosinistra andrà unito: Messina, Marsala, Agrigento, Augusta e Termini Imerese; un bel segnale. Sono ottimista pure su Carini. Ismaele sta conducendo battaglie coraggiose come quella della società Italo Belga, a Mondello, e le presunte relazioni con la criminalità organizzata”.
Una voce che si alza in solitudine quella di La Vardera?
“Non è affatto vero. L’opposizione unita sta portando avanti un grande lavoro di interdizione e di proposta in un momento complicatissimo per la Sicilia anche in vista delle elezioni regionali. A proposito, da Niscemi, parlando di metodo di scelta del candidato presidente, abbiamo ricordato a tutti che noi siamo il Pd, e per noi la strada maestra è quella delle primarie”.
Parliamo del contesto, secondo il segretario del Pd?
“A farla da padrone, direttore, sono gli scandali. Il presidente Schifani dovrebbe dimettersi perché non governa e non ha il controllo della macchina amministrativa, esponendo la Regione alle peggiori scorribande. Da tempo il Pd lamenta un insopportabile girovagare di faccendieri e affaristi in giro per gli assessorati. Lui che correttivi ha adottato a fronte delle rimostranze del principale partito di opposizione?Nel caso del dirigente Teresi, in base alle intercettazioni pubblicate da alcuni quotidiani, emergerebbe un ruolo decisivo di tale Alongi. Che è lo stesso dirigente che dovrebbe gestire la mole consistentissima delle risorse relative al ciclone Harry. Schifani cosa aspetta a toglierlo da li? Vado oltre…”.
Prego…
“Nel caso Iacolino e nel caso Cuffaro ci sono chiare similitudini. Tornano gli stessi nomi e cognomi di dirigenti del cerchio magico di Palazzo d’Orleans. Ora è spuntata pure la mafia. Schifani non ha messo in campo gli anticorpi necessari, come potrebbe? Iacolino era un suo uomo che ha gestito per anni metà del bilancio della Regione. Cuffaro l’ha sdoganato politicamente proprio Schifani, tenendoselo dentro la porta per anni. Li ha inventati e riabilitati lui, senza un minimo di rossore”.
All’Ars il centrodestra ha i suoi grattacapi…
“Stiamo assistendo a una continua implosione. La fotografia è quella di una maggioranza che si preoccupa di tutto tranne che del bene comune. L’interesse della maggioranza è quello di una interminabile somma di interessi privati e squallidi metodi di costruzione del consenso. Prenda la sanità: per loro non è un diritto dei siciliani, ma un favore da concedere ai malcapitati di turno in particolare nell’ospedale di riferimento del loro feudo elettorale. Accadono cose incredibili. L’ultima: quello che ha dare la notizia delle dimissioni del commissario Asp di Siracusa è stato un deputato alla Camera di Fratelli d’Italia. Ma Schifani e l’assessore alla Salute ci sono o ci fanno? Sapevano già che si era dimesso? E perchè non l’hanno reso noto ai siciliani e ai siracusani?”.
Fratelli d’Italia rivendica l’assessorato alla Salute.
“Se avessero un sussulto di dignità, dovrebbero staccare la spina al governo Schifani per smagliare una cappa soffocante. Ricevo quotidianamente le telefonate disperate dei siciliani che non possono curarsi, mentre altrove la sanità è una cosa seria. Ci sono cinquantamila bambini siciliani senza pediatra, più di sessanta zone carenti di pediatri di libera scelta e per aggiudicare i bandi non è bastato un anno. Tengono i giovani pediatri ostaggio di contratti a termine negli ospedaletti da garantire al deputato del territorio. Non si fanno scrupoli di nulla. In questa tornata elettorale vedremo le solite pratiche del centrodestra: tra le candidature non mancheranno coloro che aspettano i ristori del ciclone Harry, i componenti delle commissioni invalidi civili e naturalmente i medici o gli infermieri che giusto giusto lavorano nello stesso ospedale o nello stesso pronto soccorso del comune dove si vota”.
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