PALERMO – Un partito plurale a trazione meridionale. E’ il modello tratteggiato Renato Schifani nel corso della due giorni milanese di Forza Italia. Il presidente della Regione, a più riprese, ha sbattuto i pugni sul tavolo su temi cari ai siciliani: autonomia indifferenziata e insularità (senza fare sconti al governo centrale).
Autonomia indifferenziata: Schifani mette i puntini sulle i
“Mi hanno dato del traditore perché mi sono assunto la responsabilità di dire che si sono fatti passi in avanti rispetto al testo iniziale per cui, d’accordo con l’amico Roberto Occhiuto, abbiamo detto sì. Ma questo non significa che sia un sì definitivo, sia ben chiaro. Perché vanno definiti i Lep che danno il senso della parità di diritti tra Nord e Sud. Un Sud al quale, lo dico sommessamente, il mio partito deve guardare con più attenzione”, ha detto Schifani lanciando un monito ai vertici di Forza Italia. Idem sul principio di insularità.
“E’ ovvio che l’Autonomia differenziata è una scommessa – ha aggiunto – ma io mi aspetto da parte dei nostri ministri un’attenzione forte su questi temi, e in particolare per la mi terra sull’insularità, prevista dalla Costituzione. Ma quando vedo nel Consiglio dei ministri che il mio governo nazionale stanzia soltanto 10 milioni per l’insularità… la Sardegna ha imputato, io sono Schifani e non l’ho voluto fare, ma se questo è l’inizio allora andiamo male”, ha tuonato.
Schifani rivendica il ruolo del partito siciliano
Due moniti che, inforcando le lenti della politica, si possono leggere come una richiesta di maggiore attenzione anche nei confronti della classe dirigente meridionale del partito che continua ad avere la propria roccaforte elettorale al Sud (l’incarico di responsabile del Meridione ancora non c’è ma Schifani ha preparato il terreno). E il riferimento al rilancio del partito siciliano viene fatto esplicitamente sul palco della kermesse. “L’appiattimento del Partito Democratico di Elly Schlein a Sinistra crea spazi di malessere nell’area riformista riconducibile alla vecchia Margherita e all’area cattolica. Dobbiamo intercettare questo malessere”, ha detto Schifani.
“Forza Italia sia un partito aperto a chi si vuole avvicinare. In Sicilia abbiamo lanciato un modello di partito aperto, io mi auguro che da qui, anche da Forza Italia nazionale parta un modello di partito sempre meno autoreferenziale e sempre più aperto all’attenzione di chi si vuole avvicinare”. Così Schifani lancia una bordata ai compagni di partito e accende i riflettori sulle operazioni di allargamento al centro iniziate in Sicilia. Si guada al terzo polo, non manca ilo riferimento a Giancarlo Cancelleri (presente in platea) e non solo.
La partita per l’egemonia
Nel passaggio sulla lotta alla mafia, il presidente rivendica le leggi vergate dai berlusconiani e il lavoro fatto dal partito. Un riferimento non casuale alla luce dell’ingresso di Caterina Chinnici (gestito da Antonio Tafani) nel partito. Insomma, il partito siciliano (presente con una folta delegazione di deputati regionali e giovani capitanati da Marcello Caruso) ha rivendica il suo spazio. Nel corso della kermesse è stato nominato il nuovo coordinatore regionale della giovanile del partito: Antonio Montemagno, giovane amministratore fedelissimo di Marco Falcone. Assente in sala, come prevedibile, l’ormai ex coordinatore regionale d Forza Italia Gianfranco Miccichè, presenti invece i fedelissimi Tony Scilla e Daniela Ternullo. Chiusa la partita per l’egemonia interna al partito siciliano, dopo la kermesse milanese l’impressione netta è che Schifani stia aprendo un nuovo fronte all’interno del partito nazionale. Vedremo come andrà a finire.

