Scioperi, bagagli e imprevisti | Ecco come nascono i ritardi

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Gli aeroporti spesso riservano amare sorprese ai passeggeri, costretti ad aspettare la partenza del proprio volo.

Aeroporto di Palermo
di
2 min di lettura

PALERMO – Qualche bagaglio di troppo, una valutazione sbagliata sul numero dei passeggeri, uno sciopero annunciato, un problema tecnico. Il motivo non è sempre lo stesso ma l’effetto, purtroppo per i passeggeri, sì: volo in ritardo e attesa da vivere nello scalo, con la speranza che alla fine l’aereo parta. Una situazione che si ripete spesso, anche troppo, negli aeroporti italiani e che è causata, come detto, per fattori molto vari.

Ritardi di cui a pagare il prezzo è comunque il passeggero che, nonostante abbia pagato un biglietto a volte anche salato, si scopre impotente di fronte allo slittamento del volo. Palermo, come ogni altro scalo italiano, non fa eccezione e deve fare i conti con problemi piccoli e grandi che spesso però dipendono dalle compagnie aeree che forniscono indicazioni inesatte o incomplete e che possono riguardare anche le operazioni a terra.

I servizi di handling, a Punta Raisi, sono gestiti per il 93% da Gh Palermo, una società per il 20% di Gesap e quindi di enti pubblici e per il restante 80 di Gh Italia, uno degli operatori più importanti d’Italia in questo settore. L’handling comprende, in poche parole, tutti i servizi offerti al passeggero da quando mette piede in aeroporto a quando sale a bordo: dal personale ai banchi del check-in, per l’imbarco del bagaglio in stiva, a quello presente al gate, fino all’autista del mezzo che fa la spola con l’aeromobile o all’addetto che carica le valigie in stiva.

E se ci sono ritardi, assicura il presidente Giovanni Scalia, la colpa non è di Gh: “Siamo un’eccellenza a livello italiano, con un coefficiente di puntualità di quasi il 99%. Riceviamo riscontri positivi da tutte le compagnie e non incorriamo in penali, nemmeno in estate quando a Palermo viviamo il picco delle attività”. A stabilire il numero di banchi aperti per il check-in è la Gh, su indicazione delle compagnie: “Ma se ci rendiamo conto che si forma la fila, apriamo subito gli altri banchi – spiega Scalia – a volte capita che il personale di bordo non consideri adeguatamente il numero dei bagagli caricati a bordo e ci chieda di spostarli in stiva: operazioni che richiedono alcuni minuti che si traducono in ritardi. Abbiamo 320 dipendenti, grazie a un accordo con i sindacati in 56 godono dei contratti di solidarietà e siamo giunti a una transazione con la maggior parte di chi aveva intentato causa, recuperando il clima sociale che aiuta la produttività”.

Al passeggero, però, poco importa di chi sia la responsabilità visto che l’effetto è sempre lo stesso: un ritardo nel decollo che rischia di scompaginare i piani di chi sceglie, anche per necessità, di usare l’aereo ed è così costretto ad aspettare, nella speranza che tutto vada per il verso giusto.

 

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