Scuola, la carica dei siciliani | Cosa fare per il concorsone - Live Sicilia

Scuola, la carica dei siciliani | Cosa fare per il concorsone

Scaduti i termini per la presentazione delle domande, il Miur ha reso noti i dati delle candidature. 321.210 il totale dei candidati: più della metà del Sud, più dei due terzi non provengono dalle graduatorie ad inserimento.

Scuola precari

Scuola precari

PALERMO-  Sono 45.773 i siciliani che hanno fatto domanda per partecipare al concorso a cattedre indetto dal Miur a fine settembre. Per sole 11.542 cattedre in concorso, le domande pervenute da tutta Italia sono 321.210. I dati, resi noti dal Ministero dopo la scadenza del bando, ieri alle 14.00, evidenziano che più della metà, il 51,3%, arriva dalle regioni del Sud. In testa la Campania con 56.773 candidati. Dal Nord arriva il 29,3% delle domande, dal Centro il 19,4%. Sono ben 258.476 candidate donna, contro i 62.734 uomini. Più dei due terzi del totale dei candidati non provengono dalle graduatorie ad esaurimento: sono 214.453 (66,8%), rispetto ai 106.757 (33,2%) iscritti alle graduatorie. Piuttosto alta l’età media: 38,4 anni.

La prima prova cui verrà sottoposto, a dicembre, questo esercito di aspiranti prof sarà la “famigerata” (perché oggetto di numerose critiche e polemiche) preselezione: 50 domande e quesiti logico-deduttivi cui rispondere in 50 minuti. Per consentire ai partecipanti al concorso di esercitarsi, il ministero pubblicherà sul proprio sito a partire dal 23 novembre una serie di domande. I quella data saranno resi noti anche il calendario e i luoghi dei test.

Le reazioni
“L’enorme numero di domande provenienti
dalla Sicilia testimonia che oggi, nell’isola, la scuola ha una forte attrattività. Non so, però, fino a che punto queste aspettative di trovare un posto di lavoro potranno essere soddisfatte”, ha commentato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Maria Luisa Altamonte: “ci impegneremo affinché le procedure concorsuali si svolgano all’insegna della trasparenza”. Le analisi dei dati resi noti dal Miur confermano, secondo il segretario regionale Flc Cgil Giusto Scozzari, i timori espressi dai sindacati e dai precari all’indomani della pubblicazione del bando: “Invece di aumentare le occasioni di lavoro, che pure la scuola offrirebbe, ampliando l’offerta formativa, il concorsone rinfoltisce l’esercito degli aspiranti. Si svela inoltre ciò che era chiaro fin dal primo annuncio del bando: il concorso non intercetta i giovani, come il ministro rivendica, cosa che sarebbe invece possibile una volta esaurite le graduatorie. Caso unico al mondo: parteciperanno persone che, pur di insegnare, hanno ottenuto 4, 5 abilitazioni”.


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