Palermo, scuole al freddo e infiltrazioni: "Qui s'attassa ru friddu"

Scuole al freddo e infiltrazioni: gli studenti protestano a Palermo

"S'attassa ru friddu": il corteo in centro
LA MANIFESTAZIONE
di
3 min di lettura

PALERMO – Gli studenti dell’istituto Nautico, del Pareto e del Marco Polo sono scesi in piazza al grido “a scuola s’attassa ru friddu”. Hanno percorso via Maqueda, da piazza Verdi a Palazzo Comitini, sede della Città metropolitana. L’obiettivo della manifestazione, promossa dal coordinamento Studenti Palermitani, è quello di denunciare le carenze infrastrutturali delle scuole siciliane, tali da costringere docenti e alunni a studiare al freddo e al gelo.

La protesta

Negli ultimi giorni, la protesta studentesca si è intensificata in tutta l’isola contro la mancanza di impianti di riscaldamento funzionanti negli edifici scolastici. A Palermo, la situazione ha raggiunto livelli allarmanti: nel plesso Turrisi una studentessa si è sentita male a causa delle basse temperature all’interno delle aule.

“Porte rotte, danni e infiltrazioni”

Alla mobilitazione generale si affiancano le gravi criticità denunciate da diversi istituti della città. Gli studenti dell’ITET Marco Polo lamentano condizioni strutturali ormai insostenibili: “Ci sono porte rotte, finestre che si staccano o che non si chiudono, acqua che entra nelle aule, buchi nei muri e nelle porte. Siamo stanchi di questa situazione e partecipiamo attivamente alla manifestazione perché crediamo in un cambiamento e lo vogliamo adesso” – spiegano Mirko Di Blasi ed Elena Riccobono, rappresentanti d’istituto in piazza.

“Un pezzo d’intonaco su due studentesse”

Anche dal liceo D. Dolci arrivano parole di forte preoccupazione dopo il crollo di un pezzo di intonaco all’interno di un’aula durante il regolare svolgimento delle lezioni. “Siamo scossi per quanto accaduto: che un pezzo di intonaco cada dentro un’aula, addirittura sopra due studentesse, è gravissimo”, dichiara Mattia Conte, rappresentante degli studenti – “In altre cinque aule sono stati riscontrati gli stessi rischi e sono state chiuse per l’avvio dei lavori, grazie all’intervento della dirigenza. Tuttavia è assurdo che si debba aspettare un danno reale prima di prendere provvedimenti”.

Gli altri casi a Palermo

La protesta coinvolge anche l’Istituto Pareto. Le rivendicazioni riguardano sia i carichi scolastici che il freddo nelle aule: “Da quattro giorni protestiamo per la mancata accensione dei termosifoni, ma continuiamo a studiare al freddo. Chiediamo risposte e provvedimenti immediati” – afferma Piero Orlando, studente dell’istituto.

In piazza anche gli studenti della succursale e della centrale dell’Istituto Gioeni Trabia Nautico per la mancanza dei riscaldamenti. “Il problema delle condizioni degli edifici scolastici e dei riscaldamenti non è una novità: si ripresenta ogni anno ed è ormai noto agli studenti siciliani. Si tratta di criticità che richiedono interventi strutturali e risposte concrete da parte delle istituzioni”, afferma Vincenzo Preianò, rappresentante d’istituto.

Una delegazione incontrerà presso Palazzo Comitini il dirigente generale Nicola Vernuccio per rivendicare spazi scolastici sicuri e vivibili, in cui poter studiare senza rischi e senza patire il freddo, affinché il diritto allo studio venga davvero garantito.

Morfino (M5S): “Situazione inaccettabile”

“Quanto sta accadendo nelle scuole siciliane è inaccettabile. Termosifoni spenti, aule gelide, intonaci che crollano, finestre e porte rotte: studenti e docenti costretti a subire condizioni di vita e di studio che non dovrebbero esistere in un paese civile. Questa mattina gli studenti di Palermo sono scesi in piazza per chiedere ciò che è un diritto: sicurezza e dignità”. Lo dice la deputata M5S, Daniela Morfino, che ha depositato un’interrogazione urgente per chiedere al Governo di intervenire immediatamente.
“Non si può più ignorare il freddo nelle scuole, i rischi per la salute, le strutture fatiscenti. Lo Stato ha il dovere di garantire a ogni ragazza e ragazzo un ambiente di studio sicuro e vivibile. Basta con le parole vuote. È il momento delle risposte concrete”, conclude.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI