PALERMO – “Apparecchiamo la tavola ancora per quattro e ogni notte spero di sognarlo. Senza nostro figlio è una vita sempre a metà”. A distanza di sei anni dall’ omicidio di Paolo La Rosa a Terrasini, la madre Loredana Zerbo, parla di un dolore che di certo non perde intensità: “Anzi, chiede sempre più forza per essere affrontato – dice a LiveSicilia -. E’ difficile trovarla ogni giorno, come è complicato mandare via i brutti pensieri che affollano la mente. Il mio è uno stato d’animo altalenante, ma vado avanti per la mia famiglia e per Paolo stesso: la sua storia non può essere dimenticata”.
Una forza che a volte tentenna, specie dopo gli ultimi fatti di cronaca che parlano ancora di violenza e di giovani vite spezzate. Loredana Zerbo, insieme alle altre mamme che hanno perso i propri figli, è scesa in piazza dopo l’omicidio dello scorso ottobre in centro a Palermo, quando un altro Paolo è stato ucciso a 21 anni, proprio come suo figlio.
“Ogni volta torno indietro nel tempo”
“Quando tragedie simili si ripetono, è come andare indietro nel tempo. Quando è stato ucciso Paolo Taormina ho rivissuto sulla mia pelle quella notte, quella paura, quello strazio. Poi penso inevitabilmente ai genitori, ad altri padri e madri che si ritroveranno ad affrontare un tunnel di dolore e di lotte per avere giustizia. Per questo, ogni volta cerco di mettermi in contatto con loro. Non solo per manifestare la mia solidarietà e vicinanza, ma anche per metterli in guardia: è un percorso faticoso, fatto di amarezza, delusioni e aule di tribunale in cui a volte le mie lacrime hanno dato fastidio”.
L’omicidio di Paolo La Rosa e la condanna
Paolo la Rosa fu ucciso il 24 febbraio del 2020 all’uscita da una discoteca. Piero Alberto Mulè è stato condannato in via definitiva a 23 anni, 6 mesi e 24 giorni per l’omicidio. “Ma nulla mi darà mai indietro mio figlio. Da quando non c’è più io e mio marito siamo demotivati, apatici, non si riesce più a gioire pienamente dei momenti belli. Ma allo stesso tempo dobbiamo andare avanti per chi è rimasto e per provare a scuotere le coscienze dei più giovani”.
“Sul fronte della violenza la situazione è peggiorata”
Loredana Zerbo è infatti un’insegnante e porta avanti anche un’attività di sensibilizzazione nelle scuole e proprio il 24 febbraio, nel giorno dell’anniversario del delitto, sarà all’istituto Danilo Dolci di Partinico. “In questi anni non è cambiato niente sul fronte della violenza, anzi. Credo la situazione sia peggiorata, perché ci sono in giro troppe armi, molti ragazzi escono la sera con l’obiettivo di creare scompiglio e gli ultimi fatti di cronaca non fanno pensare a prospettive rosee”.
“Ragazzi, usate la testa”
“A loro chiedo di riflettere, di usare la testa. Di non giustificare il fatto di uscire con un coltello in tasca ‘perché se succede qualcosa…’. Per lavoro conosco bene i giovani e purtroppo non danno più importanza a un rimprovero e ad alcun genere di richiamo. Spesso sanno che anche a casa il loro comportamento sarà giustificato. E così non va bene, non cambierà mai nulla. Noi a scuola cerchiamo di fare il nostro lavoro, ma le famiglie devono collaborare. Non possono esserci altri Paolo, altri giovani morti ammazzati. E’ ora di dire basta. Questo è il risultato della mancanza di rispetto non soltanto nei confronti dell’altro, ma verso se stessi e verso la vita”.

L’anniversario
In occasione del sesto anniversario dell’omicidio, Paolo La Rosa sarà ricordato a Terrasini, con una messa nella chiesa delle Anime Sante, il 25 febbraio alle 17.30. “Poi ci recheremo in piazza Titi Consiglio, il luogo in cui mio figlio è stato ucciso – aggiunge Loredana Zerbo – per alcuni momenti di riflessione. Un’amica di Paolo ha anche scritto per lui una canzone, sarà un modo per celebrare ancora una volta Paolo e la voglia di vivere che aveva”.

