PALERMO – Una perdita prevista di 15,8 milioni di euro, un tram che costa troppo e un’azienda che, senza le Ztl, non ha i soldi per mantenerlo. E’ questo il quadro, per certi versi drammatico, descritto dal budget 2016 di Amat, la partecipata del comune di Palermo che si occupa del trasporto pubblico.
Uno squilibrio dei conti sottolineato anche dal Servizio Controllo degli organismi partecipati del Comune, il cui dirigente, Sergio Pollicita, il 13 luglio scrive che il budget “denota un forte squilibrio gestionale con una perdita previsionale di 15,8 milioni di euro, conseguente all’onerosa gestione del sistema tranviario e ai mancati proventi derivanti dalla gestione delle Ztl”. Insomma, senza i proventi della Zona a traffico limitato Amat non può sostenere finanziariamente il tram. Il Capo di Gabinetto punta il dito contro i maggiori costi di produzione di 13,2 milioni rispetto al 2015, di cui 11,5 solo per il tram: una cifra in realtà più bassa del previsto dal momento che, rispetto al piano industriale, il costo del global service è stato spalmato in maniera uguale su quattro anni, altrimenti nel 2016 i convogli bianchi sarebbero costati ben 22,6 milioni. Insomma, secondo Pollicita l’Amat dovrebbe rimettere mano al suo piano industriale.
“Il budget 2016 di Amat dimostra che le Ztl erano e sono semplicemente una tassa per finanziare l’Amat, una scelta scellerata che ha comportato enormi difficoltà per l’azienda – commenta il capogruppo dei Comitati Civici a Sala delle Lapidi Filippo Occhipinti – la gestione del tram risulta insostenibile e c’è una probabile perdita di 16 milioni di euro che riduce le attività presenti e future. Già nella trimestrale dello scorso marzo avevamo notato una riduzione dei costi dovuta a una riduzione degli autobus in circolazione e delle frequenze, che rende questo servizio una debole alternativa al mezzo privato. Manca un serio piano industriale, si pensa solo a fare cassa e a gonfiare i costi del tram nascondendo le difficoltà delle partecipate: adesso il budget prevede un costo di manutenzione del tram di appena 5, 5 milioni mentre il piano industriale ne prevedeva 9,5. E’ arrivato il momento di fare scelte diverse per mettere il sicurezza il trasporto pubblico urbano attraverso una seria politica di tagli agli sprechi, ma avendo una visione di insieme che fino ad ora è mancata: per salvaguardare Rap-Amia e Reset-Gesip si affossano le altre partecipate, Amat in testa”.
Il budget, rimodulato in base al nuovo contratto di servizio ma che deve fare a meno della Ztl stoppata dal Tar, riporta una perdita d’esercizio di 15.783.500 euro, più del doppio dei quasi 7 milioni previsti in un primo momento. Ma secondo il collegio sindacale l’azienda, nel redigere il budget, non ha tenuto conto dei costi di gestione della Ztl che pure sono stati sostenuti in una fase iniziale e senza la Ztl il nuovo contratto di servizio non garantisce le risorse necessarie per mantenere in equilibrio i conti della società.
Ma i guai per l’Amat non finiscono qui. Il budget evidenzia, per esempio, che la velocità commerciale media degli autobus, a causa del traffico, è scesa da 14,7 chilometri l’ora del 2005 agli 11 del 2014 che fa sfigurare Palermo nel confronto con le altre città e incide negativamente sulla produttività. Le strade di Palermo sono strette e facilmente intasabili: su 270 chilometri di rete di trasporto su gomma, oltre il 50% non ha una larghezza media superiore a sette o otto metri. Le corsie riservate sono poche (appena 34 chilometri) e spesso percorse abusivamente e i pullman che effettuano le fermate in città (ma questi ormai dovranno camminare al di fuori del centro) tolgono almeno 3.300 utenti al giorno all’azienda comunale. La Regione taglia i contributi e il servizio rimozione presenta consistenti perdite, tanto che quest’anno arriveranno nuove autogrù. Crollano gli introiti da biglietti e abbonamenti: da 9,5 milioni del 2014 si passa agli 8 del 2015 che, nel 2016, dovrebbero arrivare ad appena 8,7, e le navette gratuite in centro storico costano un milione.
Qualche nota positiva comunque c’è. Aumentano i servizi per il trasporto degli studenti e l’azienda intende investire 30 milioni per acquistare 6 autogrù, 3 furgoni per la segnaletica, 21 autobus, 58 mezzi a metano, 2 minibus, rimettere a nuovo Roccazzo, realizzare corsie preferenziali, potenziare car e bike sharing nell’area metropolitana ma anche a Trapani, Caltanissetta e Agrigento. Da segnalare che bike e car sharing, fra abbonamenti e ricavi, fanno incassare poco più di 800 mila euro, pur costando un milione e mezzo. La nota più dolente è, probabilmente, il ricavo da multe che per il 2016 si attesta ad appena 30 mila euro.
L’azienda punta a migliorare le sue performance: con i nuovi cordoli, per esempio, si potrebbero recuperare 30 mila corse l’anno e 3,6 milioni di passeggeri riducendo anche lo smog. Ma Amat intende anche fare cassa grazie a 100 parcometri, alla pubblicità (con quest’ultimo settore che nel 2015 ha fatto incassare meno di 300 mila euro) e a dieci nuove aree di parcheggio a pagamento tra via Mongibello e via Tolomeo, tra via Saline e viale dei Lilla, piazza San Marino, tra viale Strasburgo e via Belgio, tra via Notarbartolo e Generale Di Maria, fra via Serradifalco e via Fermi, in viale del Fante, fra via Iris e via Principe di Scalea, piazzale Lennon e Unità d’Italia.
LE REAZIONI
“Da un anno diciamo che Amat non possiede la solidità finanziaria per gestire il servizio Tram – dice Andrea Mineo di Forza Italia – L’amministrazione risolve il problema finanziandone il costo mediante l’introduzione di una vastissima e costosa Ztl. Una scelta inutile e dolorosa che graverà tantissimo sui palermitani e non migliorerà la qualità dell’aria”.

