Duello tra 5 Stelle e centrodestra | È sfida all'ultimo collegio - Live Sicilia

Duello tra 5 Stelle e centrodestra | È sfida all’ultimo collegio

Di Maio attacca Miccichè. Forza Italia risponde. Il Pd ridotto a terzo incomodo.

PALERMO – Luigi Di Maio viene a Palermo e chi ti attacca? Forza Italia e la destra. E la destra siciliana che fa? Contrattacca a testa bassa, lanciando strali su Di Maio. La partita è a due in Sicilia. Col Pd ridotto quasi a spettatore. La sfida nei 28 collegi uninominali, i 19 della Camera e i 9 del Senato, sembra riservata a due competitor, con un clima non molto dissimile a quello delle ultime regionali, quando lo scontro si polarizzò tra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. Grillini e destra, secondo i sondaggi fin quando è stato possibile pubblicarli, si contendevano il successo nei collegi maggioritari. E qui in Sicilia continuano a incrociare le lame.

Il 4 marzo sarà un ballottaggio tra il centrodestra e noi. Il centrosinistra è finito. Il voto a loro è un voto a Berlusconi”, ha detto senza troppi giri di parole Di Maio in Sicilia. E ancora: “Il centrodestra non ha un candidato premier. E alla fine dal cappello uscirà un altro Miccichè”. I forzisti hanno subito battuto un colpo. “Comprendo quanto può essere stizzito Di Maio sul fatto che proprio Micciché abbia determinato la loro disfatta”, ha detto il capogruppo all’Ars Giuseppe Milazzo, invitando con sarcasmo il leader grillino: “Se vuole liberarsi di Miccichè, promuova una bella raccolta firme visto che in questo, loro sono bravi”. Anche Francesco Scoma ha attaccato Di Maio: “Il ‘gaffeur’ per antonomasia, se solo avesse un decimo dell’acume politico, dell’esperienza amministrativa e di governo che ha Miccichè, potrebbe definirsi un uomo normale, invece visto che non può arrivare all’uva, la volpe Di Maio, dice che è acerba”. E Giorgio Assenza, deputato questore ed esponente di Diventerà Bellissima, rimbrotta così il candidato premier pentastellato: “Di Maio, proprio a Palermo, ha affermato che i tetti degli stipendi degli impiegati Ars non saranno mai tagliati; anzi, che Micciché non li taglierà mai. Eppure, per evitare la nuova figuraccia, gli sarebbe bastato informarsi con qualcuno dei… cittadini eletti all’Ars nel suo partito (sempre che dia loro confidenza) per sapere che fra due giorni i tetti saranno ripristinati”.

La partita a due proseguirà fino a domenica. Il Pd sembra restare alla finestra. Lì si preferisce litigare in casa. Anche se qualche candidato dem nei collegi spera di potersi inserire nella disfida tra 5 Stelle e centrodestra. A Palermo, ad esempio, nel collegio di Resuttana San Lorenzo, la sfida vede in campo per i dem Teresa Piccione, uscente di Areadem vicina a Giuseppe Lupo, per Leu niente meno che Piero Grasso, per i 5 Stelle Steni Di Piazza, che viene da Banca Etica, e per Forza Italia e alleati un veterano come Giulio Tantillo. A Palermo Libertà, invece, i grillini schierano il loro asso nella manica, cioè il medico Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale Civico, che se la vedrà con Ada Terenghi del centrodestra, terzo incomodo Milena Gentile del Pd. Le sfide tra grillini e centrodestra seguono per lo più il copione del candidato sconosciuto contro il veterano. È il caso ad esempio di Monreale, dove per la Camera il Movimento 5 Stelle schiera Giuseppe Chiazzese, farmacista 36enne di Corleone senza alcun trascorso politico, mentre il centrodestra punta su un evergreen come Saverio Romano, già ministro. Al Senato nel collegio di Marsala Pd e Leu schierano entrambi ex deputati regionali, cioè Paolo Ruggirello e Mariella Maggio, proprio come il centrodestra, che punta su Tony Scilla e che dovrà vedersela con Francesco Mollame, ingegnere candidato dei grillini che viene dal meetup di Partinico. Il Pd prova a inserirsi nella disfida destra-M5S a Messina con la candidatura pesante del rettore Pietro Navarra in un collegio in cui i grillini hanno in campo l’uscente Francesco D’Uva mentre il centrodestra schiera la giovane ex miss Matilde Siracusano. Altro big del Pd che proverà a scardinare la diarchia grillini-destra è Luca Sammartino: mister 32mila preferenze sfida Giovanni Pistorio a Misterbianco. Mentre ad Acireale il centrosinistra punta su Nicola D’Agostino, in una sfida che arriva nel pieno dello scandalo che ha travolto il sindaco dimissionario, a lui politicamente vicino. Qui il duello destra-M5s vede schierati Basilio Catanoso e Giulia Grillo, che è un’uscente.

Di che tinta si colorerà la Sicilia la notte del 4 marzo? Nei collegi prevarrà il giallo dei grillini o il celeste di Berlusconi e compagni? E riuscirà il centrosinistra a macchiare di rosso la mappa? A leggere dichiarazioni e comunicati stampa, centrodestra e pentastellati sentono la partita come cosa loro. Un grande exploit in Sicilia – un cappotto o qualcosa che ci si avvicini – potrebbe portare alla coalizione di Berlusconi e Salvini numeri decisivi per puntare alla difficile autosufficienza in Parlamento evitando lo scenario di larghe intese. Tra il dire e il fare c’è di mezzo Di Maio.

 


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