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Sì viaggiare

Viaggiare oggi, con la tecnologia, la rete e strumenti che ci accompagnano, passo dopo passo. Ma poi, una volta arrivati?

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Colpita dalla nemesi del viaggiatore, vivo in una città senza aeroporto, subendo l’estrema beffa della sindrome da fantasma, provocata dal cosiddetto Aeroporto dello Stretto, verso il quale volenterosi siciliani dovrebbero avviarsi a nuoto col valigione sulla testa, ovvero, se il medesimo fosse vuoto, cogliere l’opportunità di usarlo come zattera.

Catania sia, dunque. Nel piccolo aeroporto, se devi prendere un volo internazionale, dopo check-in e verifiche di rito, si partecipa a un balletto la cui coreografia è scandita da misteriose decisioni sul come e quando, a ridosso della partenza (poiché non meritiamo di accomodarci prima), in fondo a destra la paratia di vetro che delimita l’area destinata ai voli nazionali si animerà improvvisamente, e nei due vuotissimi gabbiotti si materializzerà il personale addetto agli ulteriori controlli dei documenti. Come un sol uomo, una piccola folla, solo apparentemente indifferente e distratta, a quel punto si leverà in piedi agglomerandosi, materializzando una colonna armata di trolley fintamente regolamentari, al limite dello scoppio, perché – a meno di non partire per il giro del mondo – nessuno vuole più imbarcare in stiva il bagaglio.

Mentre i fondamentalisti della carta stampata sventolano le carte di imbarco, i tech-addict accendono e spengono nervosamente, con un minimo di orgogliosa ostentazione, gli smartphone con il codice a barre. Certo che la tecnologia ha davvero rivoluzionato il modo di viaggiare. Le code ai check-in per molti sono solo un ricordo lontano; sull’aereo, se è ancora vero, alle nostre latitudini, che durante il decollo e l’atterraggio si debbano spegnere tutti i dispositivi elettronici e rinunciare al collegamento in rete, è poi possibile riaccenderli con la modalità aereo; all’arrivo, uno smartphone e la connessione internet, che ormai tutte le società telefoniche offrono a prezzi concorrenziali, consentono di usufruire di risorse infinite.

Il Wi-Fi gratuito negli hotel è il servizio più richiesto dai viaggiatori, a parte il fatto che ormai da tempo negli alberghi è possibile usufruire di computer, stampare carte di imbarco o documenti utili. All’arrivo a destinazione, applicazioni di varie compagnie consentono non solo di prenotare un’auto nel punto esatto in cui ci si trova, ma anche di stimare il costo del tragitto per arrivare a destinazione. In una città sconosciuta, siti specialistici aiutano a orientarsi sulla qualità e i prezzi di hotel e ristoranti, sui più importanti monumenti da visitare, sugli eventi in corso, su qualsiasi curiosità riguardi il luogo in cui si è sbarcati, incluse le possibili attrazioni gratuite.

Inoltre, in caso di eventuali difficoltà, forniscono indirizzi utili, ad esempio di una farmacia, del medico più vicino o dell’ospedale, del posto di polizia, del consolato. E Google maps ci conduce maternamente per mano ovunque si capti un segnale.

Più singolare è la possibilità di usare, prima di partire e durante l’itinerario, alcuni social network e app specializzate per confrontarsi su progetti e su resoconti di viaggio, come la rete italiana Matchtrip, che permette di far comunicare tra loro i candidati a una possibile partenza; si possono dare e ricevere suggerimenti, fare recensioni e racconti delle proprie esperienze. Vi sono poi siti come Pinterest, cui si accede mediante registrazione, che costituiscono un immenso bacino da cui attingere ispirazioni di ogni genere riguardo a località, alberghi e divertimenti in qualsivoglia destinazione. Una serie di portali permettono di pianificare ogni percorso nei minimi dettagli, sia verso mete esotiche che, più semplicemente, aiutandoci a scoprire le perle nascoste del nostro territorio. Dalla capanna al castello, in rete è possibile affittare tutto, prenotare la visita della casa di Sherlock Holmes e il soggiorno in quella del Commissario Montalbano.

Esiste anche un sito gratuito per programmare lo scambio di ospitalità, che offre la possibilità di permutare in contemporanea e per brevi periodi la propria abitazione con quella di un altro viaggiatore. Vi sono indirizzi web importanti per “districarsi nel traffico”, in quanto offrono servizi di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti; o ancora, siti che riguardano i trasporti pubblici, con mappe e orari dettagliati. Alcune app aiutano svagati e confusi a compilare le liste di oggetti da non dimenticare e a fare i bagagli; ci sono app fotografiche per realizzare capolavori immortali e app per poterli condividere; per chi ancora ama scrivere, app per prendere appunti di viaggio; app che traducono simultaneamente per chi trova tutte le lingue di difficoltà pari all’ostrogoto, e, ancora app utili a curare il jet-lag.

In buona sostanza, settimane o persino mesi prima di partire, siamo in grado di sapere esattamente quando parte e arriva il nostro volo o il nostro treno, quale sarà la temperatura nel luogo che visiteremo, quale il tasso di cambio della valuta, quanto costa esattamente il nostro soggiorno (e di pagare tutto questo). E, sebbene ancora di non diffuso utilizzo, vi sono app che possono far visualizzare la propria casa per controllare a distanza che sia tutto a posto.

Mentre l’evoluzione tecnologica programma e sviluppa strumenti tali che mai più dovremo soffrire l’ignominia di essere scambiati per comuni turisti, perennemente connessi, in attesa di notifiche dai social e pronti a postare ogni immagine, possiamo partire felici, sperando che, una volta giunti a destinazione, il “fattore umano” ci lasci recuperare la dimensione del reale.

 

 

 


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Commenti

    bellissimo ma…
    quast’anno
    tropa crisi
    pochi soldi
    viaggiare: no.
    Peccato!

    Ricordo ancora l’emozione della prima carta di imbarco elettronica… fighissima!

    Abbiamo aggiunto alla comodità e tolto all’avventura.

    Per molti sarà così…ma la nostra Sicilia offre meraviglie, speriamo e auguriamoci di poter fare programmi alternativi

    Io ancora con le mappe stradali… meno male che ci sono i figli!

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