Crisi idrica, varata l'emergenza | Vale anche per i rifiuti

Crisi idrica, varata l’emergenza | Vale anche per i rifiuti

19991027 - AGRIGENTO - CRO - SICCITA' A CALTANISSETTA, BRACCIO DI FERRO SULL'ACQUA - Il bacino del Fanaco, che insieme con quello dell'Ancipa serve la citta' di Caltanissetta, quasi a secco. FRANCO LANNINO/ANSA/TO

Il Consiglio dei ministri ha approvato la dichiarazione dello stato d'emergenza.

PALERMO- Il Consiglio dei ministri ha approvato la dichiarazione dello stato d’emergenza per la crisi idrica di Palermo e per la gestione dei rifiuti in Sicilia. Lo si apprende da fonti di governo, al termine della riunione che si è svolta oggi nel primo pomeriggio. Ne dà notizia l’agenzia Ansa. Il provvedimento del governo era molto atteso in Sicilia. A seguito della dichiarazione dello stato d’emergenza sarà nominato un commissario che dovrebbe essere lo stesso presidente della Regione Nello Musumeci. Il riconoscimento da parte del Governo centrale gli consentirebbe poteri speciali per affrontare le emergenze: a partire dalla possibilità di effettuare interventi attraverso bandi con tempistiche urgenti in deroga alle norme, per stringere al massimo i tempi.

Per quanto riguarda la crisi idrica palermitana, arriva a caldo il commento del sindaco Leoluca Orlando che non menziona affatto la possibilità di una turnazione“Esprimo il mio apprezzamento come sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia al Consiglio dei Ministri che oggi pomeriggio ha accolto le richieste del Comune di Palermo e di tutti gli altri comuni siciliani dichiarando lo stato di calamità naturale inerente il problema idrico e per il commissariamento anche per quanto riguarda i rifiuti. Adesso – continua – occorre realizzare al più presto le necessarie opere per mettere a regime una ordinaria acquisizione di risorse idriche evitando lo stato di emergenza e, allo stesso tempo, realizzare un sistema di impianti che permetta di accelerare la raccolta differenziata nella nostra regione. Speriamo prosegua nel tempo lo spirito di collaborazione istituzionale registrato in questi ultimi mesi fra i Comuni siciliani e i governi regionale nazionale e che è indispensabile per la soluzione dei problemi fin qui registrati”.

Non si fanno attendere nemmeno le parole della numero uno di Amap, Maria Prestigiacomo: “Ringraziamo il Governo per la tempestività con cui è intervenuto. Dall’anno scorso noi e il Comune spingevamo per ottenere questa dichiarazione, ma l’allora governatore Rosario Crocetta non volle intervenire in questo senso. Avremmo dovuto agire in maniera più decisa e oggi molte opere sarebbero già state portate a termine. Attendiamo adesso la nomina ufficiale del commissario e dei due sottocommissari (all’acqua e ai rifiuti) per capire come procedere in maniera pratica”. La presidentessa dell’azienda acquedotti è ancora impegnata in una riunione con i vertici del dipartimento regionale Acque e rifiuti: “Stiamo dibattendo sulla turnazione – sottolinea Prestigiacomo  – come gestori della rete rimaniamo convinti che il razionamento non porti ad un vero risparmio delle risorse. Una tale iniziativa crea solo disagi ai cittadini e un assalto alle poche risorse rimaste a causa del ricorso a cisterne e recipienti che potrebbe addirittura aumentare il consumo d’acqua”. Presenti alla riunione anche i gestori delle reti idriche delle altre province e i rappresentanti dei consorzi di bonifica: “Non si sta assolutamente sottovalutando la grossa crisi che colpisce agricoltori e allevatori. Anche per loro vanno trovate al più presto delle utili risorse idriche ed economiche”.

Insomma, è arrivata la dichiarazione tanto attesa da Regione e Comune, un risultato sul quale avevano lavorato strenuamente anche i tecnici del dipartimento Acque e rifiuti: la documentazione e il piano di interventi straordinari per affrontare la crisi sono stati completati e inviati, con le indicazioni fornite dal Ministero dell’Ambiente e della Protezione civile, martedì. A valutare tutto e attentamente anche il ministero delle Finanze che dovrà stabilire eventuali coperture straordinarie. Adesso gli step per affrontare la situazione sono molto chiari: per prima cosa verrà nominato da Roma un commissario straordinario, probabilmente lo stesso Musumeci, che coordinerà le operazioni qui in Sicilia. Per quanto riguarda la crisi idrica palermitana i primissimi interventi finanziati con parte dei fondi del Patto per il sud saranno: il collegamento con la fonte di Presidiana di Cefalù e la depurazione delle acque visto che sono salmastre, la riparazione definitiva del collegamento con l’acquedotto di Scillato, la riparazione delle sottoreti di Boccadifalco e Villagrazia, zone ricche di pozzi. In attesa poi dell’installazione del maxi dissalatore nella zona nord della costa palermitana, presumibilmente nei pressi di Carini, si procederà con l’acquisto di minidissalatori da posizionare anche lungo la costa sud. “Questi ultimi interventi verranno finanziati dalla Regione e gestiti da noi dell’Amap – spiega Prestigiacomo – verranno investiti fondi interni per evitare proprio grossi e pesanti rincari nelle bollette. Vogliamo evitare ulteriori disagi per i cittadini”. Sindaco e vertici dell’azienda acquedotti continuano a non voler parlare di turnazioni, anche se indiscrezioni e bozze di piani di razionamento vengono ogni giorno diffuse dalla stampa locale: “Il piano per un’eventualità del genere è in fase di ultimazione e se attuarlo o no lo deciderà il commissario – continua Prestigiacomo – se si dovesse decidere in questo senso saremo noi a informare gli utenti in maniera precisa e tempestiva”.

Sulla questione cominciano a sollevarsi le opposizioni in Consiglio comunale. Da Sabrina Figuccia dell’Udc che ha fatto anche un sopralluogo al lago di Piana degli albanesi “ormai ridotta a una pozzanghera”, a Fabrizio Ferrandelli che aveva richiesto la presenza dei vertici Amap a Sala delle Lapidi, istanza che verrà soddisfatta soltanto la settimana prossima. “Le turnazioni inciderebbero pochissimo sulla diminuzione dei consumi – dice Antonino Randazzo del Movimento 5 stelle – Durante l’erogazione idrica si assisterebbe a forti stivaggi per far fronte ai giorni di mancata erogazione senza contare il possibile danno alle sottoreti progettate per stare sotto pressione e private repentinamente dell’afflusso con conseguente incremento della possibili lesioni e infiltrazioni. In definitiva – conclude – le turnazioni non servono, creano allarme ed esosi esborsi ai cittadini che stanno correndo ad accaparrarsi motorini per il tiraggio acqua e serbatoi che erano stati smobilitati negli anni scorsi”.

Aggiornamento ore 19,30

Il comunicato della presidenza della Regione

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per il settore idrico in provincia di Palermo e per rifiuti urbani in tutta l’Isola. A chiederne il riconoscimento, con l’attribuzione di poteri straordinari, era stato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, lo scorso 18 gennaio, nel corso dell’incontro con il premier Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi.

Nella seduta odierna, il governo ha deciso di nominare Musumeci commissario delegato per un anno e il dipartimento regionale Acqua e rifiuti soggetto attuatore. Alla base della decisione di Palazzo Chigi, il ‘contesto di criticità in atto in tutta la Sicilia nel settore dei rifiuti urbani con gravi rischi per l’ambiente, la salute e l’igiene pubblica’, superabile solo attraverso interventi straordinari. Oltre alla ‘situazione di grave emergenza idrica’ nel territorio della Città metropolitana di Palermo, interessato da un lungo periodo di siccità.

“Sono contento – afferma il presidente della Regione – che il Consiglio dei ministri abbia aderito alla nostra richiesta di concessione di poteri straordinari per poter superare le criticità causate dal gravissimo ritardo accumulato negli anni. Di questo voglio ringraziare il premier Paolo Gentiloni nel quale ho trovato un interlocutore attento e sensibile. Non si conoscono ancora, nei dettagli, le delibere, per cui bisogna attendere per capire all’interno di quale perimetro ci potremo muovere. So che sarò affiancato da due coordinatori, che avranno anche una funzione di vigilanza. Al di là del superamento della fase emergenziale, comunque, la Regione si è già mossa per la programmazione ordinaria delle infrastrutture, in modo tale che al massimo fra un paio d’anni questa crisi sia solo un lontano e brutto ricordo”.

La decisione del governo è stata presa a seguito di diverse interlocuzioni tecniche tra la Regione Siciliana e la presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento nazionale della Protezione civile, i ministeri dell’Ambiente e per la Coesione territoriale e le strutture dell’Autorità nazionale anticorruzione, nelle quali sono state approfondite le criticità rappresentate. Con successive ordinanze, emanate dal capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, saranno definite le modalità operative e organizzative.

 

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