Il caso dei test sierologici per docenti: ritardi, rifiuti e conferme - Live Sicilia

Sierologici al personale scolastico|Oltre 100 mila lavoratori nel caos

Foto di repertorio

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    Ogni scuola deve poter effettuare su tutti la termometria cutanea, la saturimetria, il test rapido salivare.

    Lo Stivale mesce l’unico elemento liquido che contiene: la boria delle istituzioni. C’è la morte in libera uscita che aleggia sul mondo. C’è una moltitudine di gente che fu. C’è la parte viva di questa immensa trama umana che si è vista sbriciolare tra le mani il proprio futuro. E c’è, in questo disordine che somiglia molto da vicino a una piaga biblica e in quest’Italia stravolta da un’ideologia dal respiro mortale, un governo che ha perso la cognizione del tempo, della morale e della vita. Con una Chiesa che fa di tutto per rendere la Penisola una terra di nessuno. Oltre l’orwelliana ‘La fattoria degli animali’. Eppure è l’odierna realtà di una Nazione che ha insegnato al mondo le regole della Vita e della Giustizia. Cosa ci regalerà veramente questo 2020?

    Si naviga a vista senza riferimenti storici valoriali e culturali. È il risultato del ripudio dei partiti storici

    E inoltre non ci sono più le mezze stagioni e il sapore delle frutta non è quello dei tempi antichi. Per non parlare del tempo climatico che quest’anno è proprio bizzarro.

    Appena sentito la struttura di via la Loggia, per tutto il personale scolastico non supportato dal proprio medico curante, l’Asp chiede €35. Non hanno ancora avuto nessuna disposizione per effettuare i test gratuitamente. Domani è il 27 e giorno 1 settembre primo collegio. Mah

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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