PALERMO – Chi ha raccolto l’eredità materiale e mafiosa di Matteo Messina Denaro? Di soldi il latitante ne spendeva parecchi. Viaggi, ristoranti, orologi di lusso: il suo tenore di vita era alto pur dovendo mantenere, almeno nella sua permanenza Sicilia, un profilo riservato per evitare di attirare troppo l’attenzione.
I soldi dei Messina Denaro nell’armadio
Sono gli interessi economici che la Procura di Palermo sta cercando di ricostruire partendo dai mille pizzini sequestrati. Durante le perquisizioni i carabinieri del Ros trovarono 130 mila euro in contanti nella casa di famiglia, a Castelvetrano. Quella dove gli investigatori scovarono dentro la gamba di una sedia il diario sanitario del latitante grazie al quale tre anni fa lo arrestarono fuori dalla clinica dove faceva la chemioterapia. La sorella Rosalia commise l’errore di conservare quell’appunto.
Nome in codice “fragolone”
Nome in codice “fragolone”, Rosalia Messina Denaro è stata condannata per mafia. Era l’alter ego del fratello. In un armadio era stato ricavato un doppiofondo. All’interno di due cassetti c’erano delle mazzette di soldi. E poi buste bianche e gialle su cui il latitante aveva annotato qualcosa scritto di suo pugno.
Rosalia Messina Denaro -hanno scritto i giudici nella motivazione della condanna – ha svolto “una serie importate di operazioni economiche, in entrata e in uscita, corredate da sigle, indicazioni, minuziose rendicontazioni finanziarie che appaiono incompatibili con un’attività di rendicontazione di importi legittimante acquisiti e utilizzati per far fronte a spese personali e familiari in senso stretto”.
I soldi e le protezioni: sono due i filoni caldi delle indagini. Il capomafia è morto, ma il lavoro non è finito. Finora sono cadute le pedine della ristretta cerchia di fiancheggiatori. autisti, vivandieri, medici, amanti.
“Parmigiano” e gli altri misteri
Finora la Procura di Palermo ha sequestrato 800 mila euro fra soldi i contanti e gioielli ai familiari del padrino. Da dove arrivavano i soldi? Tra i pizzini in mano agli investigatori, ad esempio, c’è quello in cui si fa riferimento a “parmigiano”. Un imprenditore e finanziatore occulto a cui la sorella Rosalia doveva chiedere 40 mila euro?
L’incarico di recuperare i soldi da “parmigiano” doveva essere affidato a “fragolina”: “Deve fare dosi da 5 mila euro e ogni volta li dà a fragolina, in estate gli verrà facile vedere a fragolina, e durante l’estate conclude il tutto. Fragolina ogni volta che avrà la dose di 5 mila la darà a te ma in dosi ancora più piccole, cioè di 2500 euro. Ti ci vorrà più tempo per portare tutto da te, ma è il modo più sicuro, ogni volta viaggi con 2500 e non con grosse cifre. Spero mi sono spiegato”. Quanti “parmigiano” ci sono da scoprire?
Nei diari scritti per la figlia Lorenza il padrino faceva continui riferimenti alla famiglia e ai “geni della sua stirpe” a cui ha dato lustro per primo il padre, don Ciccio Messina Denaro.
Le sue ultima volontà le ha affidate alla nipote Lorenza Guttaduro a cui rivolge pensieri affettuosi in una delle pagine dei quaderni sequestrati dagli investigatori. Le ha affidato “il fardello di espletare sulla tomba le sue ultime volontà” che riguardavano il funerale. Lorenza Guttadauro è stata la persona più vicina allo zio. Oggi non fa più l’avvocato e ha lasciato la Sicilia. Vive a Roma e dopo avere vinto un concorso lavora al ministero dell’Istruzione, all’Ufficio scolastico regionale per il Lazio.
Lorenza Guttadauro è rimasta fino all’ultimo respiro accanto allo zio. Ne aveva assunto la difesa dopo l’arresto e gli faceva spesso visita nel carcere “Le costarelle” a L’Aquila. Quando il capomafia stava già male e aveva di fatto rinunciato alle cure e all’alimentazione, Messina Denaro chiedeva di essere svegliato solo per i colloqui carcerari con la nipote.
I familiari di Messina Denaro scarcerati
Lorenza è la figlia di Filippo Guttadauro e Rosalia Messina Denaro. Il papà, condannato per mafia, non è più al 41 bis e lascerà presto il carcere. Un altro figlio, Francesco Guttadauro, il nipote del cuore di Messina Denaro, avrà presto finito di scontare la condanna per mafia. Libera per fine pena dalla scorsa estate è una delle quattro sorelle del padrino, Anna Patrizia, che si è ricongiunta con un altro scarcerato, il marito Vincenzo Panicola. Liberi lo sono da tempo il marito di Lorenza Guttadauro, Luca Bellomo, e lo zio Salvatore, uno altro dei fratelli di Matteo.
Lorenza Guttadauro ha mantenuto i rapporti con la figlia di Messina Denaro – anche lei si chiama Lorenza – che ha deciso di prendere il cognome del padre solo prima che morisse.
Padre e figlia hanno avuto un rapporto conflittuale. La ragazza aveva interrotto i contatti con la nonna e le zie (ci sono pure Giovanna e Bice). Dopo la cattura del boss le cose sono cambiate. Prima le lettere, poi i colloqui in carcere, infine la scelta di diventare una Messina Denaro.

