Stabile, Cisl e Ugl: "Basta pezze"

Stabile, Cisl e Ugl: “Basta pezze”

Stabile, Cisl e Ugl: “Basta pezze”

I sindacati in una nota hanno voluto ricordare anche il collega stroncato qualche giorno fa da un infarto.

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CATANIA – Periodo di forte crisi per il Teatro Stabile. Una crisi a cui si è aggiunto il dolore per la perdita di uno dei dipendenti stroncato da un infarto. Antonio D’Amico della CISL Fistel e Cosimo Fichera UGL Spettacolo hanno inviato una nota per salutare il collega e per sollecitare un intervento per far risorgere il teatro dalle “ceneri”.

Appello al sindaco di Catania. “Bene fa il Sindaco Enzo Bianco a sensibilizzare l’ARS per interventi a salvaguardia dello Stabile, noi da anni proponiamo una vera riforma del settore e investimenti sulla cultura in Sicilia.Mesi fa, dopo una nostra denuncia chiedendo le dimissioni del Dir. Di Pasquale e del CDA, anzicchè aprire le porte e accendere i riflettori sulla verità, si sono sventolati numeri e meriti che qualche settimana dopo hanno portato lo Stabile all’esclusione dai teatri nazionali di fatto declassandolo, anche se, subito il Sindaco di Catania mise una pezza al grave errore gestionale riuscendo a far incrementare del 30% il finanziamento ministeriale. Una perdita per tutta la Città, che non può continuare a stare a guardare ma deve intervenire su coloro che, imperterriti, continuano ad alimentare e accumulare sconfitte. In tutti questi mesi invece di condividere con umiltà un piano per salvare il salvabile, il massimo organismo del Teatro si è chiuso a riccio, utilizzando gli aculei per colpire e l’epilogo non doveva essere questo. La rabbia è tanta, i sentimenti sono colmi di dolore e con grande lucidità diciamo basta”.

L’ADDIO.  “Roberto, lavoratore dello stabile e segretario aziendale della UGL, che oggi non c’è più,ha sempre lottato per il suo teatro per restituirgli una dignità persa da tempo, fu il primo a chiedere un passo indietro al Dir. Di Pasquale, ma la vita è stata crudele e il passo indietro l’ha dovuto fare Lui. Un infarto lo ha stroncato mentre difendeva il suo teatro ed è giusto perciò rispettare il dolore e la sua memoria con il silenzio. Ciao Roberto”

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