Stangata da un milione su Cuffaro | “Voglio pagare, ma la mia parte” - Live Sicilia

Stangata da un milione su Cuffaro | “Voglio pagare, ma la mia parte”

Maxi cartella esattoriale per l’ex governatore: sono le spese legali del processo “Talpe alla Dda”. Lui: “Non ho tutti quei soldi”.

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PALERMO – La cartella esattoriale è stata notificata a tutti i “coobbligati”. Ed è una cartella a sei zeri. Poco più di un milione di euro è la somma richiesta, tra gli altri ma prima degli altri, all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro. Per l’esattezza, 1.027.775,19 euro, a causa di una mora da quasi 50 mila euro: che l’ex governatore e altre dieci persone dovranno in qualche modo pagare. Si tratta delle “spese legali” del processo “Talpe alla Dda” che ha portato alla condanna in Cassazione, tra gli altri, a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa nostra di Cuffaro e a 15 anni per l’ex manager della sanità privata Michele Aiello, ritenuto vicino al boss Bernardo Provenzano. “Ma io un milione di euro non ce l’ho”, dice oggi Cuffaro.

Con lui e Aiello, la Cassazione il 22 gennaio del 2011 ha condannato, per diversi reati, anche l’ex maresciallo del Ros, Giorgio Riolo a 7 anni, 5 mesi e 10 giorni; il dirigente della Sezione Anticrimine della Questura di Palermo Giacomo Venezia a tre anni; il radiologo Aldo Carcione a 4 anni e mezzo. Condanne a un anno per Roberto Rotondo, a 9 mesi per Michele Giambruno, a 4 anni e 6 mesi per Lorenzo Iannì (direttore del distretto sanitario di Bagheria), a 6 mesi per Antonella Buttitta, a 9 mesi per Salvatore Prestigiacomo e a 2 anni per Angelo Calaciura. Figurano anche loro, nelle diverse cartelle notificate da Riscossione Sicilia per conto della Corte d’appello di Palermo e di Equitalia, nell’elenco dei “coobbligati” al pagamento della maxi cartella, insieme anche a due società: la “Atm- Alte tecnologie medicali srl” e “Villa Santa Teresa – diagnostica per immagini e radioterapia”.

Una mazzata, quindi. Gli interessati hanno sessanta giorni di tempo per pagare. Ma chi pagherà? E quanto? Questo è il punto. “Io non posso pagare tutta la somma, quei soldi non ce li ho” spiega Cuffaro a Livesicilia. In realtà, la cartella è arrivata a lui per primo, per il meccanismo del cosiddetto “pagamento in solido”. In questi casi viene individuato il “più capiente” al quale chiedere il pagamento. Se è in grado di onorare il debito, allora successivamente lo stesso potrà rivalersi sugli altri chiamati al pagamento. “Mi pare una ipotesi assai irreale”, commenta l’ex governatore. Anche perché, a chi in passato avrebbe avuto forse la possibilità di contribuire in maniera decisiva al pagamento della cartella, ossia Michele Aiello, sono stati di fatto confiscati i beni.

E così, la cartella è stata inviata anche agli altri, ma per primo direttamente a Cuffaro e notificata il 23 maggio scorso. La scadenza del pagamento è prevista tra nove giorni. “Io ricordo che quella cartella è già scaduta – dice Cuffaro – e comunque poco cambia. Non ho quei soldi. Oggi non lavoro e mi è stato tolto anche il vitalizio – racconta l’ex presidente della Regione – che del resto passava direttamente nelle casse della Regione, visto che continuo a pagare ogni mese una rata per un’altra condanna, legata al ‘danno all’immagine’ nei confronti della Sicilia. E per la quale adesso mi è anche stata pignorata la casa”.

E allora, come si fa? “Io voglio pagare – spiega Cuffaro – ma voglio pagare la mia parte. Per questo motivo sto verificando, tramite i miei legali, se esiste questa possibilità. Ne saprò di più nei prossimi giorni”. L’ipotesi, quindi, sarebbe quella di una divisione in parti uguali della somma oggetto della condanna: “Una cosa – prosegue – è una somma da un milione, altra cosa è dividere quel milione per tutti i condannati”. Anche perché, su quel milione di euro “non è nemmeno praticabile la rottamazione – conclude Cuffaro – ma io sono pronto a pagare. Il giusto. Ma un milione no, un milione davvero non ce l’ho”.


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Commenti

    magari apriamo una sottoscrizione? come direbbe totò: MA CI FACCIA IL PIACERE!!!

    Mai andare al ristorante in comitiva, al momento di pagare il conto, “tutti devono andare fuori a fumare una sigaretta”.

    Ormai è un massacro continuo

    Ovvero come distruggere anche sul piano economico chi ha già pagato fino all’ultimo giorno il suo debito con la giustizia. Peccato che la medesima cosa non avvenga con coloro, e qui non voglio fare differenze fra italiani o stranieri, commettono reati anche orribili ma risultano appartenere, naturalmente solo nell’immaginario collettivo di benpensanti e buonisti, alla categoria dei cosiddetti nullatenenti.

    Qualcuno sa spiegarmi come fanno i mafiosi a pagare gli onorari degli avvocati se sono nullatenenti o se comunque i loro beni sono stati confiscati?

    Venda qualcosa e paghi! Credo che qualche appezzamento di terreno lo possiede

    E chi se ne frega no??!!

    ora mi strappo le vesti…………..

    La cattiveria non ha fine, toto non ha mai commentato la sentenza, però da cittadino non posso dimenticare come un PG in cassazione ha detto “non ci sono le prove per condannare cuffaro”, la sentenza invece la conoscete tutti, ora dico l’accusa dice una cosa i giudici un’altra come mai? chi sbaglia? ma c’erano le prove???

    Poi invece mi capita di leggere notizie su Repubblica del 07.07.2017 riporto pezzetto articolo e da cittadino non capisco più nulla:

    Lo stesso(Boss Arrestato) che viene intercettato mentre dice di voler uscire formalmente da un investimento dopo aver saputo di un’indagine a suo carico. E fa il nome del vicepresidente della commissione antimafia Beppe Lumia: «Qualche amico importante, importantissimo di sinistra… quindi bazzicava in mezzo a questi quattro sciaccqualattughe, Beppe Lumia e company… ». Parole non chiarissime che il giudice così commenta: «Che la mafia abbia amici importantissimi, anche nella politica, non appare fatto inverosimile».

    quindi domanda ma la giustizia è uguale per tutti?

    Cuffaro viene condannato per fuga di notizie o sbaglio?

    ma ormai è chiaro che la legge come diceva il buon Andreotti per gli Amici si interpreta per i nemici si applica.

    delle 2 una o tutti condannati o tutti assolti.

    A noi è accaduta la medesima cosa.
    Seppure privati di parte del patrimonio a seguito di una confisca, abbiamo venduto un bene e pagato.
    Le leggi si rispettano, sempre, come le sentenze.
    Pietismo sterile.
    Oppure retroattività, ma per tutti, non solo per i soliti noti.

    Salvatore cuffaro ha indubbiamente commesso dei reati per i quali ha espiato la pena inflittagli . Ora gli arrivano pure le spese legali da pagare ed e’ giusto che paghi .
    Ora lui vuole pagare ma come è giusto che sia vuole pagare la sua parte . Perché lo stato e questa becera legge lo individua come “primo della lista ” definendolo il “più capiente” e per questo deve andarsi a pagare le quote degli altri ? No e’ giusto lui deve pagare la sua parte che è di 100 mila euro circa che una cifra mooooolto inferiore del milione di euro .
    E se gli altri non pagassero la loro quota al “capo lista” che facciamo ? Quindi lo stato equitalia faccia 10 cartelle da 100 mila euro ciascuno e non perseveri sull’uomo che già avendo sbagliato sta pagando .

    E’ la legge. E basta con ste difese a oltranza di un condannato per mafia.

    Sarei il primo a fare la colletta. Ma non mi sono mai rivolta a lui per avere straordinario, trasferimenti, collocazioni negli uffici di gabinetto, missioni ecc.
    Che facciano la colletta quanti ne hanno fruito negli anni.
    O l’amico ora non serve più?

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