CASTELDACCIA (PALERMO) – “Abbiamo approfondito il tema del lavoro in ambienti confinati, rilevando che la normativa esiste ed è anche molto articolata dal punto di vista della sicurezza e della salute sul lavoro, ma deve essere responsabilmente applicata. Nel caso di Casteldaccia, l’analisi dei documenti e l’audizione ha permesso di comprendere che la normativa non è stata applicata, perché sono mancati i requisiti base di sicurezza: dai cartelli alla mancanza dei dispositivi di protezione fino alla mancanza di consapevolezza di chi si apprestava al lavoro e la vigilanza da parte di chi doveva attivarsi per garantire la sicurezza ai lavoratori”. Lo ha detto Giovanna Iacono, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, durante la presentazione della relazione svolta riguardo all’incidente di Casteldaccia del 6 maggio 2024, nel quale persero la vita cinque operai a causa delle esalazioni di gas tossici durante lavori sulla rete fognaria.
“Indicati alcuni controlli da fare sulla catena di appalti e subappalti”
“Per questo nella nostra relazione – ha aggiunto – abbiamo messo una serie di indicazioni sui controlli da fare alla catena di appalti e subappalti e il tema della collaborazione tra istituzioni preposte e della formazione degli operatori nei luoghi in cui il rischio è maggiore. Su questo la Commissione continuerà a operare dal punto di vista legislativo, mentre è in corso l’indagine della Procura di Termini Imerese. Siamo riusciti ad approvare la relazione a due anni dell’anniversario della tragedia, ma il nostro lavoro non finisce qui”, ha aggiunto Iacono parando della tragedia sul lavoro di Casteldaccia.
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“Carenza di organico in Sicilia”
“In Sicilia – ha aggiunto Iacono – c’è carenza di organico per quanto riguarda i controlli sul lavoro e, come Commissione, lo abbiamo fatto presente al Governo nazionale e a quello regionale affinché venga potenziato”.
“Per sopperire alle carenza di organico di figure che prevengono incidenti e infortuni il legislatore deve mettere risorse adeguate per potenziare gli ispettori del lavoro in Sicilia. È stato bandito un concorso, attualmente bloccato, che come Commissione non riteniamo sufficiente e continuiamo a sollecitare il Governo per andare in questa direzione”.




