Strage di Casteldaccia, rinviato il processo: scatta l'indignazione

Strage di Casteldaccia, rinviato il processo: scatta l’indignazione

Il Tribunale di Termini Imerese
La rabbia dell'associazione dei familiari e della Cgil
termini imerese
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PALERMO – Slitta al 7 luglio la prima udienza del processo sulla strage di Casteldaccia, in programma al Tribunale di Termini Imerese. Una decisione che ha provocato la dura reazione dei familiari delle vittime e della Fillea Cgil, che parlano apertamente di amarezza e indignazione.

La tragedia risale al maggio 2024, quando cinque operai morirono mentre erano impegnati in lavori alla rete fognaria: gli uomini rimasero uccisi a causa delle esalazioni tossiche sprigionate all’interno di un impianto, in uno degli incidenti sul lavoro più gravi avvenuti negli ultimi anni in Sicilia.

“A nostro avviso questo ritardo non fa altro che acuire le ferite che ormai da quasi due anni affliggono la vita delle cinque famiglie coinvolte”, si legge in una nota congiunta.

Parole ancora più forti arrivano da Monica Garofalo, presidente dell’associazione dei familiari: “Ci sentiamo indignati, arrabbiati, abbandonati. Per lo Stato probabilmente sarà un caso come gli altri, ma per noi è un tunnel senza luce. Vogliamo la verità e chi ha delle colpe deve pagare”.

Sul fronte legale, la Fillea Cgil Palermo ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo, assistita dall’avvocato Fabio Lanfranca.

Il segretario generale Piero Ceraulo rilancia anche la proposta di una Procura nazionale del Lavoro: “Serve un organismo con competenze specifiche sui reati in materia di salute e sicurezza. Il vero nodo è garantire processi veloci ed efficaci su vicende così delicate”.

Tra le richieste avanzate anche il gratuito patrocinio per tutti i familiari delle vittime, indipendentemente dal reddito, e l’introduzione di una provvisionale immediata. “Riteniamo inoltre – aggiunge Ceraulo – che tutti i morti sul lavoro debbano essere riconosciuti vittime del dovere, con benefici estesi ai familiari”.

Il 6 maggio ricorreranno due anni dalla tragedia: un anniversario che, alla luce del rinvio, rischia di riaccendere dolore e tensioni in attesa dell’avvio del processo.


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