“Stron..!”, “te ne devi andare!”: Falcone e Miccichè di fuoco VIDEO

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Commenti

    Forza Gianfranco vai avanti

    Falcone sembra quasi lo scendiletto di Musumeci. Cosa ci ha dato Musumeci di così irripetibile? I rifiuti fin dentro le chiese? il risanamento economico al punto di essere ad un passo dal fallimento? La CTS di Angelini che ha bloccato tutta la Sicilia? L’amministrazione pubblica che è diventata la peggiore del mondo?

    Lo dico da tanto tempo. Se Forza Italia vuole sopravvivere deve cacciate Miccichèà e ci deve pensare Berlusconi.

    Sempre quello che eliminò lo stemma dell’Ars per sostituirlo con un Ghirigoro. Sempre di quello parliamo? Che non ha mai chiesto? Ma a Roma non si sta meglio?

    Mai visto un personaggio politico più sopravvalutato di Musumeci, che brillò alla Provincia in epoca di spesa facile a debito.

    Ma perché gli scendiletto del disastroso musumeci non cambiano partito? Così le cose diventano chiare e non ambigue e Forza Italia, tolta questa zavorra più di estrema destra che moderata, ne guadagnerebbe anche in termini di consensi e di voti di opinione.

    Di cosa ci stupiamo questi avete votato e questi meritano i siciliani.
    ‘u chiù pulitu avi a rugna’

    E questa è la classe politica siciliana…. ma che speranze abbiamo?

    La vedo dura per il Presidente Schifani, se si spacca Forza Italia (già due partiti differenti) in primavera si rivota

    Questa è la Sicilia…

    Tutta l’Italia ci prende per i fondelli ed è ncazzara nera per i 2 miliardi di debito che HANNO accumulato i nostri grandi amministratori.Adesso Schifani chiederà i picciuli con il piattino in mano. Siamo nella tragedia ormai.Una vergogna infinita

    Grande falcone da ospite a padrone di casa, complimenti! Stesso modus operandi della perpetua di falcone al gruppo parlamentare. Solita additare anche ospiti in visita…

    col quale Micciché apostrofò Salvini oggi lo ha rivolto a Falcone.
    Ma anche cosa quei catanesi pensano ormai di Micciché.
    Cose di lingua e di trasferte. Dunque, niente di nuovo.

    Forza Marco non mollare mai!

    Che squallore!!!!!!!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La sanità che vorrei: un Risk Management che previene, non un Loss Adjuster che quantifica i danni Il cittadino dovrebbe poter dire: «Sto male e so che qualcuno si prenderà cura di me», non «Sto male e, se qualcosa andrà storto, farò causa». È questa la vera misura della qualità percepita. Da medico, ritengo che la fiducia nasca dalla certezza di ricevere cure adeguate e sicure. Eppure, il danno ai pazienti assume una dimensione assicurativa e giudiziaria sempre più rilevante, con risorse accantonate per contenziosi e risarcimenti che rischiano di limitare gli investimenti nell’assistenza. La qualità delle cure dovrebbe misurarsi soprattutto dalla capacità di prevenire i danni, non soltanto di risarcirli. Occorre investire in sistemi automatizzati e professionisti capaci di verificare continuamente l’effettiva erogazione e la sicurezza delle cure. Serve un Risk Management operativo, dotato di strumenti e risorse per prevenire gli eventi avversi, non una sanità che aspetti il suo signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a sistemare le cose quando il danno è ormai fatto. Il Loss Adjuster valuta le conseguenze economiche, ma non restituisce la salute perduta. Il tradizionale rapporto fiduciario tra medico e paziente si è progressivamente indebolito, lasciando spazio alla diffidenza e al contenzioso. La risonanza mediatica dei risarcimenti rischia di alimentare l’illusione di facili guadagni giudiziari, favorendo anche forme di intermediazione opportunistica. Per il paziente è spesso una lotteria dall’esito incerto; per chi specula sul contenzioso un’attività redditizia. Il diritto al risarcimento resta sacrosanto, ma la sofferenza non dovrebbe trasformarsi in un’opportunità di profitto. Perché non affidare alla Regione il coordinamento unitario della gestione assicurativa e legale dei sinistri, razionalizzando gli accantonamenti e superando la frammentazione tra aziende, nel rispetto degli obblighi normativi? Le strutture sanitarie potrebbero così concentrare maggiori energie sulla prevenzione e sulla qualità dell’assistenza. La sanità che vorrei investe per evitare il danno, non per organizzarsi sempre meglio a risarcirlo. La riflessione di Roberto Puglisi sulla vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo ci pone davanti a un rischio ancora più grave dell’oblio: la normalizzazione dell’inaccettabile, quando persino le tragedie provocate dalle disfunzioni della sanità finiscono per essere considerate inevitabili. Il modo migliore per onorarne la memoria è trasformare quella tragedia in un’occasione concreta di cambiamento, perché dalla sua sofferenza possa nascere almeno un risultato positivo per gli altri pazienti. Nessun risarcimento potrà restituire il tempo perduto o la salute compromessa, ma impedire che simili tragedie si ripetano sarebbe il riconoscimento più autentico del valore della sua battaglia.

minardo oggi dice "cambiare significa dare continuità agli ottimi risultati raggiunti dal governo regionale guidato da Forza Italia e da Renato Schifani", ieri diceva "ci sono fatti che possono incrinare la fiducia dei cittadini nel partito e nelle istituzioni". ma quindi schifani ha lavorato bene o ha lavorato male? e se ha lavorato bene, perchè cambiarlo? minardo fa l'equilibrista o il coordinatore del partito che esprime il presidente della regione? sono confuso, ma lui più di me...

La fede va vissuta ogni giorno con grande amore verso nostro Signore Gesù Cristo, ma oggi con il consumismo più sfrenato molta gente non ama più il prossimo e vive come se fosse immortale Solo chi ama veramente troverà la sua via: non in questo mondo, ma nel cuore di Gesù. Il mondo va verso la 22^ Apocalisse e neanche se ne accorge! Pregare è l'unica cosa che si può fare, per il resto è notte infinita. Grazie.

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