"Suora truffatrice" a Carini, 10 nuove denunce

“Suora truffatrice”, 10 nuove denunce: “Plagiata dalle sue menzogne”

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I fedeli si sono rivolto alla guardia di finanza

PALERMO – Dieci nuovi casi. Si ingrossa il fascicolo delle denunce. Dopo che Livesicilia ha svelato l’inchiesta su suor Antonina Cataldo si sono fatte avanti altre persone che sostengono di essere stata raggirate dalla madre superiora dell’istituto “Sorelle missionarie della Misericordia” di Carini.

Nuove denunce raccolte dai finanzieri

Le loro dichiarazioni sono state acquisite dai finanzieri del gruppo Tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo. In alcuni casi è come se si fossero svegliate dal torpore, in altri hanno avuto vinto la paura. Di contro la difesa della suora sta lavorando ad una lista di testimoni pronti a giurare che l’indagata ha sempre e solo fatto opere di bene.

L’ottantottenne è indagata per truffa e autoriciclaggio assieme alla sua più stretta collaboratrice, Giuseppa Cardinale. Nelle scorse settimane hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Maurizio Bonaccorso. Nel fascicolo ora confluiranno i nuovi elementi che si aggiungono alle precedenti sette denunce di altrettanti fedeli.

Il racconto di una donna

Con la chiusura dell’inchiesta sono emersi ulteriori dettagli delle precedenti testimonianze. Tra queste, quella di una donna che si era avvicinata alla suora “circa 20 anni fa”. La gente diceva che “madre Antonina aveva dei carismi particolari (parlava con il Signore, aveva delle apparizioni, etc.). Con il tempo la mia partecipazione è stata sempre più assidua. Oltre a frequentare giornalmente l’Istituto, con la mia autovettura accompagnavo personalmente madre Antonina quando lei doveva espletare incombenze di varia natura (sia religiosa che personale, quali fare acquisiti di capi di abbigliamento o di generi alimentari). Di fatto sono diventata la principale collaboratrice di madre Antonina”.

“Plagiata da suon Antonina Cataldo”

Un legame profondo: “Devo ammettere che la mia vita era totalmente asservita alle necessità di madre Antonina. Mi diceva che la mia era una missione e che ciò era un messaggio che le aveva riferito direttamente il Signore. Lei diceva anche che avrei dovuto lasciare tutto e diventare suora in modo tale da potere portare avanti l’Istituto. Io non ero del tutto convinta (non avevo questa vocazione) ma madre Antonina continuava a dirmi che non accettando la volontà di Dio avrei attirato le sue ire e che ne avrei subito le conseguenze”.

“Mi diceva che il Signore mi avrebbe fatto ammalare”

Era come stordita: “Ero terrorizzata perché madre Antonina mi diceva anche che il Signore mi avrebbe fatto ammalare oppure mandato delle disgrazie, soprattutto se avessi avuto l’idea di sposarmi. Ricordo un episodio preciso, peraltro avvenuto in presenza di un mio amico di famiglia. Mi disse che se ancora avessi chiesto la grazia del matrimonio il Signore la aveva detto che mi avrebbe portato in cielo. Solamente a febbraio del 2023, grazie all’intervento del vescovo di Monreale, ho capito che tutto quello che nel corso degli anni mi aveva detto madre Antonina era solo una grande menzogna e che, di fatto, ero stata plagiata da lei”.

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Non sarebbe stata la sola caduta nella rete della suora: “Con il senno di poi mi sono resa conto che madre Antonina utilizzava lo stesso metodo con tutti, ossia paventando dei rapporti diretti con il Signore o altre divinità riusciva ad ottenere ingenti somme di denaro o utilità di varia natura (abbigliamento, prestazioni d’opera, generi alimentari, etc.). Ho assistito personalmente a tantissime occasioni durante le quali le persone consegnavano del denaro ovvero oggetti preziosi a madre Antonina. In molti casi non si trattava di offerte ma di vere e proprie pretese; madre Antonina minacciava le persone che se non avessero consegnato il denaro avrebbero avuto delle gravi conseguenze da parte di Dio (malattie, perdita del lavoro, interruzione del matrimonio, etc.)”.

Vorticoso giro di denaro

Accadde un giorno che la vittima e un’altra donna misero a disposizione il loro conto corrente postale per versare le somme consegnate dalla suora. Soldi in contanti “per un totale di 36.000 euro” e “due assegni postali di euro 20.000 cadauno rilasciati da una donna, tale ‘signora Pinuccia’, una laica che come me frequentava l’Istituto Suore Missionarie della Misericordia (l’istituto è stato soppresso dal Vaticano)”. L’importo complessivo di circa 76.000,00 euro è stato utilizzato per acquistare da un’asta fallimentare due immobili in via Calcante a Palermo”. La suora avrebbe gestito somme importanti.


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