PALERMO – Condivide la linea dell’attacco a Vannacci, fatto dal segretario nazionale dei giovani di Forza Italia Leoni, “perché rispecchia al 100% la natura e le posizioni politiche del nostro movimento”. Fabrizio Tantillo è stato appena nominato segretario regionale dei giovani Azzurri. Dal lavoro alla raccolta del consenso. L’intervista.
Cosa vuol dire oggi essere un giovane che milita in Forza Italia?
“Sicuramente è un partito molto attrattivo per i giovani, uno dei partiti che più di tutti dà l’opportunità di fare politica e credo che i frutti si vedano nelle amministrazioni locali. Alcuni fra i più giovani all’Ars sono del gruppo di Forza Italia”.
Come sono i rapporti con gli altri giovani della coalizione?
“Ottimi, è capitato di incontrarci in alcuni convegni, credo che sia anche molto importante organizzare una politica giovanile estesa ai coordinatori degli altri gruppi. Dai giovani può arrivare una prospettiva diversa su tanti temi, ci siamo già incontrati in passato”.
Lei è stato nominato dal segretario nazionale Leoni che ha criticato il leghista Roberto Vannacci. Condivide questa linea?
“Certo che la condivido, e non soltanto perché sia la linea del segretario nazionale ma perché è quella che rispecchia al cento per cento la natura e le posizioni politiche del nostro movimento”.
C’è una diversità di pensiero rispetto alla Lega e a Vannacci?
“Simone è intervenuto su un tema, non c’entrano le alleanze. I giovani in Forza Italia da sempre cercano di contrastare il fenomeno del disagio giovanile”.
Su quali temi dovrebbe intervenire la politica?
“Intanto non c’è una sfera di contenuti esclusivi dei giovani. Prima erano più disinformati, oggi lo spazio dei giovani comprende tutta l’attività politica”.
Il problema della politica in Sicilia è stato sempre quello della raccolta del consenso. Qual è la sua ricetta?
“Forza Italia gode di ottima salute e si attesta al 24% confermandosi primo partito e ricevendo consensi da tutti i territori. Il successo è frutto di una squadra solida che ha nel segretario regionale Marcello Caruso e nella capillare organizzazione territoriale e istituzionale un punto di forza. E ovviamente la guida del presidente della Regione Renato Schifani che sta rivoluzionando la Sicilia e la sua immagine. Come confermano le agenzie di rating e istituti quali Svimez, la Sicilia registra una crescita del Pil che la colloca al primo posto tra le regioni italiane. Quando i cittadini assistono a una politica di buon governo e vedono migliorare i servizi, guardano con favore a chi si fa promotore di questo tipo di politica e lo premiano alle urne”.
Uno dei limiti per molti giovani è stato quello che spesso per accedere a determinate posizioni è necessaria una raccomandazione. Si può sconfiggere questo sistema?
“Credo che questo modello di politica non deve assolutamente esistere. La politica oggi, dando esempio di buone pratiche, può fare avvicinare di più i giovani. I ragazzi sono più attenti, in controtendenza con quello che è il tipo di politica al quale si fa riferimento”.
Il tema del lavoro?
“È primario, ma ci sono degli indici di controtendenza sulla disoccupazione che fanno ben sperare e questo premia il lavoro del nostro governo. Ad esempio Bankitalia nell’annuale rapporto sull’economia regionale ha evidenziato come l’occupazione in Sicilia continui ad aumentare, +4,6%, il triplo rispetto a tutto il Paese e il doppio nei confronti delle regioni del Sud. C’è un tema strutturale e per recuperare il Gap storico il Governo Regionale sta studiando misure per incentivare la creazione di start up giovanili”.
Le prossime mosse?
“Ripristinerò l’ufficio di presidenza per una gestione collegiale, girerò tutte le province, farò una politica di ascolto dei territori. Il movimento giovanile deve attenzionare e supportare le istanze dei giovani nei confronti chi amministra la cosa pubblica. Un ponte che già esiste e che vogliamo sempre di più ampliare”.

