Teatro Stabile, scatta lo sciopero |Cinque mesi senza stipendio

Teatro Stabile, scatta lo sciopero |Cinque mesi senza stipendio

E’ trascorso poco tempo da quando l’ente annunciava lo sblocco di una parte fondi per pagare gli stipendi dei lavoratori e di intraprendere la via del risanamento finanziario. La situazione sembra essere punto e accapo. A questo si aggiungono le recenti polemiche sulla proroga concessa al mandato del direttore Giuseppe Dipasquale.

la protesta dei lavoratori
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CATANIA. Non c’è pace per il teatro Stabile, specie per i suoi lavoratori che annunciano lo sciopero per tutti gli spettacoli in cartellone. “Tale decisione, – affermano attraverso una nota congiunta Fistel-Cisl e l’Ugl – estremamente motivata, ma sofferta, viene dai lavoratori che ancora vivono insieme alle loro famiglie, in grande difficoltà per non avere percepito 5 mensilità e soprattutto la mancanza di certezze per il futuro del Teatro Stabile”. Gli stipendi sarebbero ancora fermi a giugno, insomma altro che “ritorno alla normalità”. Tutto purtroppo sembra precipitare ancora una volta. La vicenda continua a complicarsi e ogni giorno è un colpo di scena degno dei migliori drammi shakespeariani. A seguito delle dimissioni irrevocabili di Nino Milazzo, ecco che l’assetto (o aspirante tale) del Cda fa nuovamente discutere.

A tenere le redini, come dichiarato dallo stesso ex presidente, in attesa della nuova nomina, rimane il vice presidente Jacopo Torrisi. Dipasquale sarebbe già al secondo mandato e quest’ultimo è ormai in scadenza. Tuttavia, a molti non appare chiaro perché sia stata concessa una dilazione al mandato di quest’ultimo. Tutto sarebbe avvenuto nel corso della scorsa assemblea dei soci svoltasi venerdì scorso. La decisione sarebbe finalizzata a garantire il regolare svolgimento della programmazione teatrale in una fase particolarmente delicata per l’ente, e fin qui la motivazione potrebbe sembrare più che lecita. Ma se finora ad invocare le dimissioni di Dipasquale erano stati buona parte dei lavoratori iscritti a Cisl e Ugl, adesso interviene pure Enzo Bianco, sindaco del Comune di Catania, quale socio del teatro. Il primo cittadino con una chiara esortazione invita il direttore ad un passo indietro. “Un plauso – concludono Fistel-Cisl e l’Ugl – va al sindaco Bianco per l’ultima presa di posizione, chiara e netta sui vertici del tanto tormentato Teatro”. Il direttore Dipasquale al momento fa sapere di rimettersi alle decisioni del Cda.

Ma giovedì scorso a conclusione della conferenza stampa di presentazione della programmazione teatrale 2015/2016, il direttore Giuseppe Dipasquale ai nostri microfoni spiegava la questione degli stipendi fermi. “Una delle condizioni – affermava – era quello di pagare il Durc per sbloccare gli stipendi. Ma senza soldi era impossibile, così siamo riusciti a trovare un meccanismo in una circolare grazie al quale liberare parte delle risorse della Regione e Ministero. Abbiamo già pagato delle mensilità, ma non ancora tutte, dei lavoratori”.

In merito alle accuse mosse in questi mesi di presunta mala gestione e poca trasparenza Dipasquale respingeva al mittente le critiche ritenendole solo delle calunnie.“ Quando si fanno – ha aggiunto – le accuse vanno provate. Le diffamazione lasciano il tempo che trovano. La linea di questo teatro è sempre stata trasparente e così sempre sarà. Non neghiamo che il bilancio sia complesso, non abbiamo mai negato che il teatro abbia prodotto debiti. Il bilancio sarà pubblicato come d’ordine quando il click partirà per tutti i teatri è molto semplice. Vi risulta che gli altri teatri abbiano sempre pubblicato i bilanci? Il nostro è stato sempre a disposizione delle istituzioni. Voi invece di LiveSicilia avete avuto sempre una particolare attenzione verso il teatro Stabile di Catania e meno per gli altri teatri. Faccio io una domanda a voi: anche gli altri enti hanno debiti ma perché non ve ne siete mai occupati e non ne avete parlato? Per correttezza d’informazione avreste dovuto farlo”.

In merito alla chiara spaccatura tra i sindacati, a margine del fatto che Cgil abbia mantenuto una linea più solidale verso il Cda rispetto a Ugl e Cisl, il direttore affermava: “Non capisco perché se la Cisl non ha mostrato solidarietà nei confronti di questo Cda non va bene mentre la Cgil si sbaglia per forza”. Il direttore poi chiariva più nel dettaglio e senza troppi giri di parole quanto già accennato dai vertici ai giornali negli ultimi giorni. Insomma, dietro le critiche mosse nei confronti di Dipasquale ci sarebbero gelosie e appetiti di poltrona. “Non vi viene – ha continuato – il dubbio che forse dietro gli attacchi o il risentimento che c’è nei miei confronti ci sia il fatto che il sottoscritto abbia bloccato tutta una serie di privilegi ad alcuni iscritti? Le accuse di mala gestione mi sembrano mirate. Guarda caso oggi mi accusano di mala gestione sindacati che fino a ieri erano al tavolo delle trattative per discutere di piante organiche, per esempio”. – è stato l’affondo finale del direttore.

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