"Torna con me o ti rovino la vita"| Così Casale minacciava la sua ex - Live Sicilia

“Torna con me o ti rovino la vita”| Così Casale minacciava la sua ex

Rosalba Gucciardi, 34 anni, si era presentata in questura il 4 aprile scorso: Giuseppe Casale, 42 anni (nella foto), l'aveva nuovamente minacciata. I colleghi del Bar Mazzara, dove l'uomo aveva lavorato: "Sapevamo della sua vita tormentata, ma non aveva mai dato segnali preoccupanti".

La denuncia dieci giorni fa
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PALERMO – Se non fosse tornata con lui avrebbe raccontato a tutti i dettagli della sua vita privata. Era questa la minaccia di Giuseppe Casale, 42 anni, nei confronti di Rosalba Gucciardi, la 34enne accoltellata ieri pomeriggio in via Marchese di Villabianca. La seguiva, la aspettava in strada vicino al panificio di famiglia, in via Sampolo. E il 4 aprile scorso la donna non ha retto più. Al culmine dell’ennesimo episodio di violenza psicologica si è presentata in questura e l’ha denunciato.

Casale non aveva mai accettato che la loro storia d’amore fosse finita e l’ossessione per la donna l’ha condotto ad un gesto che poteva costarle la vita. “Ieri sera era sotto choc – spiega il capo della Omicidi della squadra mobile, Carmine Mosca – l’interrogatorio in cui ha ammesso di essere l’aggressore è stato quasi una formalità, avevamo già tutti gli elementi per risalire a lui e decine di testimonianze, compresa quella della stessa vittima che ha fatto nome e cognome prima di essere trasportata in ospedale. Questo è il segnale che i tempi stanno cambiando, che di fronte alla violenza su una donna c’è tanta gente disposta a correre in aiuto. Due uomini hanno addirittura inseguito l’aggressore”.

Prima di essere interrogato il 42enne è stato visitato all’ospedale Civico perché c’era il sospetto avesse ingerito del veleno per topi: nella sua auto i poliziotti hanno trovato diverse bustine di pesticida. Cinque ore prima, era tornato a casa dei suoi genitori, in via del Caprignone, nella zona di via Perpignano. Aveva posteggiato lo scooter con il quale aveva raggiunto la sua ex fidanzata in via Marchese di Villabianca ed era salito a bordo della sua Citroen Saxo, con la quale ha proseguito la sua fuga. Si è immesso in viale Regione Siciliana, ha continuato a guidare nonostante la polizia l’avesse individuato nei pressi dell’ex Motel Agip. Poi ha deciso di fermarsi all’altezza del centro commerciale Mercatone Uno, in via Ugo La Malfa.

Casale lo scorso novembre aveva ricevuto la lettera di licenziamento. Aveva lavorato per diversi anni al Bar Mazzara, in pieno centro città, ed era stato in cassa integrazione. “Non aveva mai assunto atteggiamenti strani – raccontano i colleghi – sapevamo tutti che aveva una storia complessa alle spalle, che aveva divorziato, ma non avremmo mai pensato che avrebbe fatto qualcosa del genere. Le sue sotrie con le donne erano sempre state molto turbolente”.

L’uomo si è definito “disperato” davanti agli investigatori. Il suo tormento è apparso evidente. Così come lo era sulla sua pagina di Facebook, dove poche ore prima di accoltellare la sue ex compagna aveva manifestato la sua “sofferenza”. Per lui l’accusa è di tentato omicidio.


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Commenti

    Chissà me mai tutti questi delitti hanno dietro storie piene di denunce INASCOLTATE!
    Basterebbe un colloquio con uno psicologo, dopo la denuncia, per capire se questi persecutori sono pericolosi o no e prendere le dovute misure cautelari.
    Invece no, si preferisce lasciarli in pace liberi di continuare a perseguitare ed uccidere!
    Tutte le Donne uccise sono Donne abbandonate da chi dovrebbe proteggerLe!
    VERGOGNA!!!!!!!!!!

    Ma che tempi che stanno cambiando ! L’accoltellamento è avvenuto in via marchese di villabianca – zona di gente per bene con bassi livelli di omerta . Se fosse avvenuto a borgo vecchio nessuno avrebbe dato indicazioni alla polizia .

    uno psicologo pagato da chi???? e poi la colpa sarà attribuita a lui??? una donna fa la denunzia ma senza la prova che l’accusato sia colpevole non si pò fare nulla, quindi per la legge italiana prima devono fare o intervenire mentre sta facendo l’atto criminoso….la legge fa schifo….

    Un altra ‘ Kusazza’ inutile! . Quando una donna ti dice no E’ NO! Nessuno e` padrone di un altra. Come mai che i parenti delle donne raramente “fanno qualcosa”,,x allontanare tale netturbe psicologica? Se fosse stata mia sorella,mi sentirei colpevole della sua morte….. x Non averla difesa tempo fa,,…

    Bravo Giuseppe, ti sei sentito protagonista? Va di moda accoltellare le ex? Buttate in galera questo rifiuto umano, e per sempre possibilmente. Un rifiuto umano che arriva a questo punto, visto che non esiste la pena di morte qui in Italia, merita di marcire in galera per l’eternità. Per me il tentato omicidio di questi generi di reati andrebbe punito con l’ergastolo. Purtroppo farà un paio d’anni e poi sarà ai domiciliari. E ritornerà a fare qualche altra porcheria. Deve finire i suoi giorni in galera

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