Torna l'emergenza a Lampedusa, mille migranti all'hotspot

Torna l’emergenza a Lampedusa, mille migranti all’hotspot

Si accelera sui trasferimenti
IL PUNTO
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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Situazione di nuovo pesante all’hotspot di Lampedusa dopo gli ultimi sbarchi di questi giorni. Al momento nella struttura di contrada Imbriacola si contano 988 migranti, a fronte dei 255 posti disponibili. Un quadro che ha spinto la prefettura di Agrigento ad accelerare sui trasferimenti dei migranti già partiti nella giornata di martedì.

Prime partenze dall’isola

I primi partiranno questa mattina con il traghetto di linea Sansovino, che giungerà in serata a Porto Empedocle: a bordo saliranno 70 minorenni non accompagnati e 40 maggiorenni. Per altri 160 migranti, mlti dei quali positivi al coronavirus, scatterà il periodo di isolamento a bordo di una nave-quarantena. Sul traghetto Cossydra ieri sera sono stati imbarcati 78 migranti, anziché i preventivati 80 perché due sono risultati positivi al Covid.

Nella notte gli ultimi due sbarchi

Gli ultimi arrivi sull’isola risalgono alla notte tra martedì e mercoledì: in 39 i migranti sono arrivati sulla più grande delle isole Pelagie dopo due sbarchi. I carabinieri, su segnalazione di alcuni cittadini, hanno intercettato lungo la strada attigua alla spiaggia di Cala Francese 12 tunisini, fra cui tre minorenni non accompagnati. L’imbarcazione utilizzata per la traversata non è stata ritrovata. Al molo Favarolo, invece, sono giunti 25 migranti, fra cui tre minorenni, intercettati su un barchino in vetroresina a oto miglia dalla costa da una motovedetta della Capitaneria.

Due tunisini evacuati da un veliero

In tarda serata, c’era stata invece una evacuazione medica dal veliero Nadir che si trova nelle acque antistanti a Lampedusa. Due tunisini sostenevano di stare male: hanno lasciato l’imbarcazione diretti al Poliambulatorio. Qui i medici, dopo le visite, non hanno riscontrato problemi sanitari e dunque anche i due sono stati portati al centro di primissima accoglienza.

Sbarchi continui

Negli ultimi giorni gli sbarchi si sono succeduti senza soluzione di continuità. Domenica altri 26 immigrati sono stati intercettati su un’imbarcazione di 6 metri a circa 14 miglia dalla costa, mentre lunedì è stata la volta di 165 persone arrivate su tre barconi.


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    Cercasi ossigeno per rianimare la sinistra, che, a quanto pare, obnubilata da tale deficienza ha eletto la Lamorgese, ‘Donna di ferro’. Ma le farmacie ne sono sprovviste, all’opposto i compagni che occorrono al suo capezzale dicono che a vedere le cose con l’occhio malevole sono gli altri. La Sicilia intanto da lunedì 30 agosto passa in zona gialla. Mentre altre cinque o sei regione sono in bilico. E poi si vedrà. Intanto, in zona gialla, nel fare accoglienza, a qualsiasi titolo, c’è da rispettare un rigoroso limite fisso. Che il ministro competente, come per il passato, a costo di schierare tutte le forze dell’ordine e, all’occorrenza, anche l’esercito, si curerà di fare categoricamente rispettare. Con l’arcipelago sinistro tutto a battere le mani e a darle l‘immancabile giallorosso sostegno. Chissà però, se presa da tutti questi pressanti impegni, la Lamorgese, e la claque di cui sopra, se ne ricorderanno ogniqualvolta, in ossequio all’ideologia, e con l’occhio al sottostante business, acconsentiranno alle richiede delle Ong. La speranza, si sa, è l’ultima a morire. Tuttavia, finora, con il periodo ipotetico della irrealtà, ha perso sempre il confronto. Come lo sfibrato Stivale.

    Sono pochi imbarcatene altri duelima cosìil sindaco sarà più contento. Mandategli pure un po di afigani non si deve fare disparità potrebbero offendersi.

    Ora più che mai è necessario superare le ambiguità che da tempo caratterizzano l’approccio italiano all’immigrazione illegale. Da un lato Roma sostiene con denaro, mezzi navali e addestramento la Guardia Costiera libica (nonché la Tunisia che ha ricevuto aiuti economici e motovedette dall’Italia) affinchè soccorrano e riportino indietro sulle coste africane barconi e gommoni carichi di migranti illegali diretti in Italia.

    Dall’altro tutti i clandestini che riescono a raggiungere le nostre coste con mezzi propri o grazie alle navi delle Ong perennemente a “pesca” davanti alle coste libiche, vengono accolti per la gioia delle lobby del soccorso e dell’accoglienza. Anzi, a quest’ultima (che negli anni degli sbarchi di massa ha incassato oltre 20 miliardi di euro) il ministero dell’Interno aveva già da febbraio (col governo Conte 2) incrementato i contributi che erano stati ridotti agli standard europei durante il primo governo dell’attuale legislatura, quando al Viminale sedeva Matteo Salvini e l’Italia registrò il minimo storico di sbarchi.
    ale la pena aprire una parentesi a questo proposito. Come ha evidenziato un documentato articolo de “Il Tempo”, grazie a questi generosi ritocchi al rialzo i costi dell’accoglienza (ancor meno giustificata in epoca di emergenza pandemica) a carico dei contribuenti sono cresciuti anche del 44 per cento.
    Costi e rincari destinati a concretizzarsi ora che i flussi migratori tornano a gonfiarsi (complice anche il Decreto Immigrazione del Governo Conte 2 che garantisce a ogni clandestino una forma di accoglienza) e sono stati aperti i bandi per la distribuzione sul territorio nazionale ma destinati anche a sollevare giustificate polemiche, considerate le condizioni economiche dell’Italia e di tanti italiani.

    Spese poi del tutto ingiustificate se si considera che la totalità dei clandestini sbarcati in Italia pagando dei criminali sono migranti economici che la stessa agenzia europea delle frontiere (Frontex) ritiene debbano essere rimpatriati. Degli oltre 14.500 clandestini sbarcati sulle coste italiane dall’inizio dell’anno vi sono più di 2.500 bengalesi giunti in aereo da Dacca a Tripoli e poi imbarcatisi in Libia, quasi 2mila tunisini e poi marocchini, egiziani, algerini, maliani, sudanesi, ivoriani, guineani…..
    A questo proposito un ulteriore elemento che caratterizza quella che potremmo definire la “beffa migratoria” riguarda l’ordinanza firmata il 30 maggio dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che proroga fino al 21 giugno il divieto di ingresso in Italia per chi proviene da India, Bangladesh e Sri Lanka. Che vale evidentemente solo per chi arriva col visto in aeroporto considerato che quest’anno, col divieto in vigore, abbiamo accolto 2.500 bengalesi arrivati in aereo in Libia e coi barconi in Italia.

    Scusate ma se tenete questo tipo di contabilità alla spicciola sugli arrivi a Lampedusa cosa farete non appena si presenteranno ai confini dell’Italia 500.000 profughi afghani già invitati dal nostro governo?

    L’immigrazione non interessava prima in era precovid, figuriamoci ora con crisi economica, pandemia, cambiamenti climatici, disoccupazione, inquinamento e tanti altri temi che interessano la gente.
    Immigrazione, sicurezza, sbarchi, terrorismo, islamismo, jihadismo sono temi che scatenano un complottismo senza fine!

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