Si, lasciamo in pace i morti, i paradossi, le prospettive infernali, stiamo e restiamo nel merito. Io, nel mio piccolo ,visito la storia, quella degli ultimi cinquan'anni nei quali ho vissuto, e cerco di trarre da essa suggerimenti. La domanda che mi faccio è questa: l'evasione fiscale, la corruzione, le tre mafie in Italia, il conflitto di interessi, l'inerzia e l'ianadeguateza della clesse politica, per citare alcune delle tante piaghe di questo paese, sono dovute alla magistratura e alla complessità della gestione dei suoi organi rappresentativi? Dico questo, mi chiedo questo perchè questa riforma sembrerebbe essenziale per rimuovere e risolvere i guai di questo paese e i magistrati sembrano i primi responsabili dei principali problemi.


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È paradossale che in Sicilia ci si indigni solo a disastro avvenuto. I cantieri sulla A19 non sono piovuti dal cielo: erano programmati e noti da tempo. Ma ancora una volta, pianificazione e coordinamento istituzionale sono parole vuote. Se Schifani, oltre che presidente, è anche commissario per l’opera, allora non può limitarsi a indignarsi come fosse un passante qualunque. È stato lui a nominarsi (o farsi nominare) commissario per ‘accelerare’, e oggi, dopo il caos, pensa di abbandonare l’incarico per ‘scarsa collaborazione’? Il cortocircuito istituzionale è totale: ANAS è colpevole di inerzia e improvvisazione, ma la Regione dov’era mentre si decidevano due cantieri contigui alle porte di Palermo in pieno esodo estivo? Lasciare il campo ora suona come un modo elegante per sfilarsi dalle proprie responsabilità. Ma i siciliani sono stanchi di rimpalli e scaricabarile. Serve concretezza, non comunicati stampa accorati a disastro compiuto.