Trapani, chiede cognome della madre: si in Prefettura dopo ricorso

Trapani, chiede il cognome della madre: si in Prefettura dopo ricorso

Accolta la tesi dei legali: è un "importante diritto della personalità"
LA BATTAGLIA
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TRAPANI – Un giovane della provincia di Trapani ha vinto la sua battaglia legale contro la prefettura, ottenendo il diritto di sostituire il cognome del padre con quello della madre. Il Tar il 16 ottobre ha dichiarato la cessazione della materia del contendere dopo che la prefettura ha fatto marcia indietro e dovrà pagare le spese processuali.

La vicenda ha inizio nell’ottobre 2021, quando il giovane inoltra l’istanza per la modifica del cognome. La risposta arriva solo nell’aprile 2023, con un decreto di rigetto da parte della prefettura di Trapani. Il cambiamento del cognome ha “carattere eccezionale” ed è ammesso solo in presenza di “situazioni oggettivamente rilevanti” e “solide motivazioni”.

Il ricorso del giovane

Il trapanese, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, non si è arreso e ha presentato ricorso al Tar. I legali hanno ribaltato la tesi dell’amministrazione, richiamando l’art. 89 del D.P.R. 396/2000 e un’ampia giurisprudenza.

La loro linea difensiva era chiara: l’istanza di cambio cognome può essere sostenuta anche da “intenti soggettivi ed atipici, purché meritevoli di tutela” e non contrastanti con il pubblico interesse.

L’accoglimento in autotutela

Hanno inoltre sottolineato come il cognome sia un “importante diritto della personalità” e che la discrezionalità della pubblica amministrazione debba circoscriversi solo a ragioni puntuali di pubblico interesse che giustifichino il sacrificio del desiderio privato.

Di fronte al ricorso, la prefettura ha scelto la via dell’autotutela: ha revocato il precedente decreto di rigetto e ha accolto l’istanza. Il giovane ha così finalmente potuto adottare il cognome materno.
Il Tar ha preso atto della revoca in autotutela, dichiarando la cessazione della materia del contendere, ma la prefettura è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

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