Tre indizi fanno una prova | Ballardini ora ha il suo Palermo - Live Sicilia

Tre indizi fanno una prova | Ballardini ora ha il suo Palermo

Squalifica di Gonzalez e dualismo Quaison-Trajkovski a parte, il tecnico non ha più cambiato formazione. Risultato: due partite, due vittorie.

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PALERMO – A Firenze si consumerà il terzo atto di un Palermo che, probabilmente, avremmo dovuto vedere già da tempo. Ballardini ha la formazione pronta, salvo imprevisti, ed è quella provata a più riprese questa settimana (e non solo). Una prova di come il tecnico ravennate abbia trovato finalmente delle certezze in un gruppo che, complice i continui cambi in panchina, è stato sottoposto ai più cervellotici esperimenti tattici possibili. Meglio tardi che mai, verrebbe da pensare. Se persino Ballardini ha rivisto le proprie idee e ha fatto affidamento a quei giocatori da lui stesso esclusi nel girone d’andata, allora vuole dire che la necessità di un aiuto da parte dello zoccolo duro era diventata impellente. E viene da chiedersi, ovviamente, perché queste certezze siano arrivate solo ora, a due giornate dalla fine, e non nel momento di maggiore difficoltà di una squadra incapace di vincere per oltre tre mesi.

Fatto salvo l’unico cambio forzato (quello di Gonzalez, squalificato contro la Sampdoria), così come l’unico dubbio avuto nelle ultime due settimane (ovvero il ballottaggio Quaison-Trajkovski), Ballardini presenterà per la terza partita consecutiva la stessa formazione. Da quando il Palermo ha iniziato a fare i conti con le ultime spiagge, l’undici titolare non è stato mai messo in discussione. Sono usciti i vari Struna, Chochev, Jajalo, Lazaar e Djurdjevic per far spazio a Cionek, Vitiello e Morganella, ma soprattutto Maresca e Gilardino. Domenica sarà ancora il loro turno, escludendo Vitiello che farà nuovamente spazio a Gonzalez, ed è giusto che sia così. Perché per una volta si è data parola al campo, lasciando fuori chi non è stato capace di dare garanzie e aprendo le porte a chi, tra esperienza e fatti, ha dimostrato di essere imprescindibile per questa squadra.

Maresca, ad esempio, è tornato ad essere un intoccabile. Lo si dice e lo si scrive ogniqualvolta l’esperto regista viene “ripescato” dopo un lungo periodo di assenza, come appunto in questo finale di stagione. Ballardini aveva ricostruito il Palermo attorno a lui già nei due giorni antecedenti alla sfida con l’Atalanta, nella quale però gli tocco farsi nuovamente spazio in panchina. Lui in mezzo con Brugman trequartista e due punte, questo il canovaccio iniziale da cui l’allenatore rosanero ha tirato fuori la formazione con cui ha ottenuto successivamente due vittorie consecutive. E adesso spera nella terza, difficile stando ai pronostici, sul campo della Fiorentina. Ovviamente, con Maresca in mezzo a dettare i tempi, affiancato ancora una volta da Hiljemark e con la coppia Rispoli-Maresca sugli esterni.

Imprescindibile, per questo Palermo, è anche Gilardino. A differenza di Maresca, però, la sua utilità non è mai venuta meno. Persino quando la squadra non arrivava nei sedici metri presidiati dall’avversario, nella dimenticabile era Novellino, è stato proprio il bomber biellese l’unico a timbrare il cartellino. Contro il Frosinone ha aperto le marcature, contro la Sampdoria ha regalato a Vazquez il gol del vantaggio e propiziato l’autogol del raddoppio. In tutte le reti che stanno tenendo in vita il Palermo, in pratica, c’è il suo zampino. Aver pensato di poter fare a meno di lui nella volata alla salvezza resta un mistero inspiegabile. Anche in questo caso, però, meglio tardi che mai. Almeno, se il Palermo dovesse raggiungere il suo obiettivo, non ci saranno rimpianti nell’aver capito in ritardo l’importanza di affidarsi ai vecchi lupi di mare di questa squadra.


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