Non era fortuna, ma un sistema studiato per aggirare le regole. Dietro alcune vincite milionarie dei Gratta e Vinci, secondo gli investigatori, ci sarebbe una truffa che permetteva di sapere in anticipo quali biglietti fossero vincenti. Un’indagine che oggi porta alla contestazione di oltre 25 milioni di euro di danno allo Stato.
Truffa sui Gratta e Vinci, l’inchiesta e il danno erariale
La Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio ha avviato il procedimento nei confronti di cinque ex dipendenti di una società concessionaria statale del settore, sulla base degli accertamenti contabili condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, coordinati dal sostituto procuratore generale Eleonora Lener.
L’indagine si inserisce in un procedimento penale per truffa ai danni dello Stato relativo a fatti del 2020.
Il sistema: accessi interni e software dedicato
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni dipendenti qualificati come “esperti informatici” avrebbero utilizzato le proprie credenziali di accesso per intervenire sui sistemi informatici della concessionaria.
Attraverso un software sviluppato ad hoc, il gruppo sarebbe riuscito a individuare in anticipo i biglietti vincenti distribuiti nelle ricevitorie. I tagliandi venivano poi acquistati da persone collegate agli indagati, tra cui familiari e conoscenti.
Come funzionano i proventi dei Gratta e Vinci
In condizioni ordinarie, i proventi derivanti dalla vendita dei Gratta e Vinci vengono trasferiti dalla società concessionaria all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, costituendo l’utile erariale lordo, ossia l’ammontare delle entrate al netto dei costi, comprensivo anche delle vincite non riscosse.
Le conseguenze: premi pagati e danno allo Stato
Nel caso esaminato, la società, ignara delle manipolazioni, ha liquidato premi di importo elevato relativi a biglietti individuati in modo illecito e riscossi attraverso terzi.
Le somme erogate hanno determinato una diminuzione delle risorse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, poiché, in assenza della condotta contestata, tali premi sarebbero rimasti nelle disponibilità dello Stato. Alla perdita economica si aggiunge anche il danno all’immagine arrecato all’amministrazione pubblica.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura contabile ha notificato un invito a dedurre per un importo complessivo di 25.067.224 euro nei confronti dei soggetti coinvolti.
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