MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) – Esiste la possibilità in questo momento di catturare più tonni di quanto prevede il regolamento, perché nel Mediterraneo è cresciuta la presenza rispetto al passato. L’Italia e in particolar modo la Sicilia devono rivendicare in Europa più quote tonno. E’ quanto detto al Blue sea land – l’expo dei distretti agroalimentari del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente allargato – dal presidente del Distretto della pesca di Mazara del Vallo Giovanni Tumbiolo. La normativa sulle quote, secondo Tumbiolo, va rivista: “Basti pensare – dice – che in Puglia hanno le quote tonno ma a loro non interessano. Il nostro mare è soffrente per la presenza massiccia di tonni che sta intaccando l’ecosistema marino”.
Al Blue sea land sono presenti 22 delegazioni straniere. Nell’ambito della manifestazione è stato assegnato il premio Idrissi, nato nel 2011 e intitolato alla memoria del geografo arabo del XII secolo. Il premio che non ha più il patrocinio della Regione Sicilia è stato organizzato da “Hub Sicilia internazionale” in collaborazione con il Comitato dei rettori delle università siciliane. Il comitato internazionale, presieduto dal tunisino Nadir Haziza, ha premiato per la Riva nord il professore Leonardo Urbani; per il Maghreb Wided Bouchamaoui presidente dell’Utica, l’Unione degli imprenditori tunisini.
In un contesto da veri “Stati generali”, Blue Sea Land ha stretto in un unico abbraccio spunti economici, culturali e spirituali di tutto un mondo in evoluzione, che guarda al Mediterraneo come orgoglio e speranza del patrimonio umano e che, oltre a mettere a frutto la “energia per la vita” dei Popoli per ” nutrire il Pianeta” che cresce (Expo 2015 ), in anticipo di ben sei anni rispetto all’Expo di Dubai 2020, “connette le menti per creare il Futuro”.
Il focus illuminatosi sull’economia “Blue”, evoluzione di quella “green”, è culminato nella centralità’ del tema della dieta mediterranea quale stile di vita olistico, che costituisce già Patrocinio Unesco e che, secondo le più accreditate analisi, vede il nostro modello, segnatamente quello partorito nella feconda e pacifica piattaforma di integrazione di razze e culture diverse che la Sicilia, nel cuore del Mediterraneo, ha rappresentato nei secoli, non solo ” l’esempio vincente per l’oggi”, ma, ancor più’, la concreta base di partenza per affidabili strategie di sviluppo, capaci di guardare con speranza al Domani della Terra e delle sue Genti.
Una moderna e competitiva visione del nuovo concetto di Turismo, è stata posta come “driver” di performante trasversalità degli elementi di punta da fondere insieme, per valorizzare funzionalmente l’inestimabile tesoro di identità’ della storia e della consistenza di territori e popoli, posto come linfa vitale e cuore pulsante di ogni sviluppo concretamente prospettabile, a partire dalla condizione attuale e dalle forze in campo unitesi in Sicilia, culla della “Strategia generale Sicilia Halal”.
Di tanto, il panel di domenica mattina, coordinato da Giada Lupo (Delegata Sicilia Federturismo nazionale per Expo 2015-Pres. EBIT Sicilia), ha dato spunto e traccia operativa, nel dialogo con Carlina Albanese (Università’ Roma- La Sapienza), Tina Eriksson (Gambero Rosso International), Shakeela Maryam ( già’ Ministro della Salute delle Maldive), Antonio Barreca (Dir. Federturismo nazionale), Marcella Pedroni ( Fiere di Parma), Mario Mancuso ( Monte dei Paschi di Siena- div. Corporate), Antonio Falcone ( Pres. assoc. Mediterraneo Unito), Caterina Di Chiara ( Pres.Inner Wheel Palermo- Pres. Imprenditoria femminile CCIA Palermo).

