Un giorno di standby per la manovrina all'Ars, ma l'intesa tra le parti è vicina - Live Sicilia

Un giorno di standby per la manovrina all’Ars, ma l’intesa tra le parti è vicina

L'Aula resta vuota, trattative parallele. Ultime curve per Finanziaria e Nadefr
IL PARLAMENTO REGIONALE
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PALERMO – Le trattative all’Ars sono andate avanti per tutta la giornata e alla fine all’orizzonte si profila un maxi emendamento alla manovrina. Il testo racchiuderà le proposte di modifica del governo che deve calare nel ddl Collegato provvedimenti per circa 547 milioni di euro. Le richieste di maggioranza e opposizioni potrebbero trovare posto nello stesso maxi emendamento, o al massimo in una seconda proposta di modifica.

Governo di corsa sulla manovrina

Il braccio di ferro si è concluso così, con una soluzione salomonica che dovrebbe mettere d’accordo tutti. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che le esigenze manifestatesi a Palazzo dei Normanni sono state eterogenee da parte dei diversi attori in scena. Da un lato il governo, con l’esigenza di accelerare sull’approvazione della manovrina per non perdere le risorse da impegnare necessariamente entro il 2023, dall’altro le opposizioni, che chiedevano il passaggio degli emendamenti governativi nelle commissioni di merito. Una mossa, quest’ultima, per tentare anche di incidere nel ddl Collegato ter con le proprie proposte. In mezzo i deputati di maggioranza, anche loro con un pacchetto di modifiche da inserire nel ddl che apre la sessione di bilancio. Toccherà poi agli uffici del Bilancio e alla Ragioneria generale tenere le fila dei conti per le coperture finanziarie. Per le proposte del Parlamento ci sarebbero circa dieci milioni di euro.

M5s: “Il regolamento va rispettato”

“Il governo Schifani deve capire che le commissioni dell’Ars non possono essere bypassate – dice il capogruppo M5s Antonio De Luca -. Se questa pratica è stata avallata in passato, non può assolutamente diventare la norma”. De Luca tira in ballo il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno: “Sono soddisfatto che abbia sposato la linea di rispetto del regolamento e delle prerogative delle opposizioni. La pioggia degli emendamenti arrivati nelle ultime ore – continua De Luca – non poteva approdare in aula senza la preventiva discussione nelle commissioni di merito e in commissione Bilancio, cosa che abbiamo chiesto con forza e ottenuto. Le commissioni hanno una loro dignità, il governo Schifani lo tenga ben presente”.

Aula rinviata

Il testo alla fine, come previsto, è rimasto in standby. Se ne riparlerà mercoledì, 8 novembre. L’esame dell’articolato prenderà il via alle 15. Se necessario si andrà avanti anche giovedì. Gli emendamenti del governo (in tutto una ventina) passeranno nel frattempo all’esame delle varie commissioni di merito. All’orizzonte, quindi, la possibilità di un maxi emendamento dell’Esecutivo e di una seconda proposta di modifica che metterà insieme tutte le esigenze avanzate dall’Aula rispetto al testo incardinato. Il ddl, in ogni caso, secondo gli accordi raggiunti, dovrà essere approvato entro martedì 14 novembre.

Finanziaria, ultime curve

A seguire, Palazzo dei Normanni aprirà il capitolo della legge di stabilità, che dovrebbe essere approvata definitivamente domani dalla Giunta regionale. Il governatore, Renato Schifani, ha dato appuntamento ai suoi assessori alle 12. All’ordine del giorno, oltre alla legge di stabilità 2024-2026, anche l’approvazione della Nota di aggiornamento al Defr (Documento di economia e finanza regionale) con la quale l’assessore all’Economia, Marco Falcone, disegna lo scenario nel quale si muove la Finanziaria.


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