PALERMO – Un incontro di un’ora e mezza non è bastato al centrodestra siciliano per appianare tutte le divergenze interne. I rappresentanti di FdI, FI, Lega, Dc, Udc, Noi moderati e Mpa si sono incontrati a Palermo per un’analisi del voto delle Amministrative, che ha fatto segnare la sconfitta della coalizione in centri importanti come Messina, Marsala ed Enna.
Il vertice del Grand Hotel delle Palme
L’incontro si è tenuto in mattinata e soltanto a metà pomeriggio è stato diffuso un documento definito “unitario” tra le forze politiche presenti. Una nota che prende atto delle “divisioni” registrate in tanti comuni ma che, a dire il vero, non dirada le nebbie attorno alla coalizione sconfitta.
Chi c’era al vertice del centrodestra
Un vertice ‘ristretto’ rispetto alle altre riunioni di maggioranza, spesso allargate anche ai leader politici della coalizione. Una scelta fatta dal commissario di Forza Italia Nino Minardo, che ha voluto il vertice. Nel design liberty Grand Hotel delle Palme si sono accomodati soltanto i segretari dei sette partiti del centrodestra, con due eccezioni: la presenza del capogruppo Dc all’Ars Carmelo Pace e della deputata di Noi moderati Marianna Caronia. Gli altri presenti avevano tutti ruoli di coordinamento politico dei partiti: Luca Sbardella (FdI); Minardo (FI); Nino Germanà (Lega), Decio Terrana (Udc) e Fabio Mancuso (Mpa).

Mpa all’attacco della Lega
Gli autonomisti, secondo quanto trapela, avrebbero condotto le danze non lesinando critiche sulle dinamiche della coalizione. Il bersaglio è stato ancora una volta la Lega, con l’assessore l’Agricoltura Luca Sammartino.
Ancora una volta Il Mpa ha sottolineato lo scontro politico sul bando SRD01 dedicato agli investimenti delle imprese agricoli, rispetto al quale gli autonomisti hanno votato un ordine del giorno dell’opposizione che impegnava il governo a rivedere i criteri per l’accesso alle risorse. All’attenzione del tavolo è stato portato anche il ‘caso Serradifalco’, con il sindaco Calogero Burgio (segretario provinciale della Lega a Caltanissetta) rieletto per il terzo mandato consecutivo.
Due pomi della discordia che già domenica il leader Mpa, Raffaele Lombardo, aveva evidenziato nell’assemblea del partito a Enna. Germanà ha preso le difese della Lega, mentre gli altri alleati avrebbero cercato di smorzare i toni soprattutto sulla vicenda del bando per le imprese agricole. Alla fine dal Mpa è arrivata la richiesta di un maggiore coordinamento politico nell’azione della coalizione, anche in vista della manovrina all’Ars.
“Alle Amministrative troppi errori, ne faremo tesoro”
Presa d’atto, invece, rispetto ai risultati poco esaltanti delle Amministrative. “Non possiamo ignorare il messaggio che arriva dalle urne, sarebbe un errore fingere che questo problema non esista o negare che gran parte della responsabilità vada attribuita all’esserci presentati divisi in tante realtà locali”, si legge sul documento rimasto in forse fino a metà pomeriggio per la contrarietà da parte degli autonomisti.
“I risultati conseguiti – si legge ancora – se da un lato confermano la forza del centrodestra e il consenso di cui continua a godere tra i siciliani, dall’altro richiamano tutte le forze della coalizione alla necessità di rafforzare il coordinamento politico, la programmazione condivisa e la capacità di tradurre l’unità dell’alleanza in una proposta sempre più coesa e competitiva sui territori”.
“L’unità della coalizione valore irrinunciabile”
Da questa “consapevolezza” il centrodestra intende “ripartire, facendo tesoro delle indicazioni emerse dal voto”. Per i vertici della coalizione “l’unità rappresenta un valore irrinunciabile e una condizione essenziale per continuare a garantire stabilità, buon governo e prospettive di sviluppo alla Sicilia”. Per questo “confermiamo il nostro impegno – si legge ancora – a mantenere unito il centrodestra”. Un impegno che vale “anche per i prossimi appuntamenti politici ed elettorali”, da “affrontare insieme, con responsabilità e spirito di squadra”.
“Continueremo a lavorare insieme”
E infine le parole che sanno più di auspicio per un futuro che resta ancora incerto. “Ciò che unisce l’identità del centrodestra è più forte di ciò che può dividerlo – la parte finale del documento -. Continueremo a lavorare insieme nell’interesse della Sicilia e dei siciliani”.

