Vertice di maggioranza a Palermo, Lagalla: "Avanti compatti"

Vertice di maggioranza a Palermo, Lagalla: “Avanti compatti”

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Commenti

    Da quando ce questa amministrazione comunale e questo sindaco lagalla ultimo sindaco d’Italia per gradimento Palermo e peggiorata sporca violenta senza servizi una città allo sbando sindaco lagalla e amministratore comunale inefficiente e inesistente. Tributi aumentati stipendi sindaco e assessori aumentati qualità della vita sottozero

    Sindaco lagalla lei prende i soldi dello stipendio pagatore dai cittadini da quando lei e sindaco a Palermo in continuità con la precedente amministrazione Orlando regna e dilaga il degrado, se ha un minimo di coerenza sul suo scarso operato in questa e per questa città si dimetta.

    Forza. Avanti con impegno.

    Lo avete votato adesso tenetolo per altri due anni e con l’astenzione al voto potrà sperare di governare la città per altri 5 anni . Che disastro!!!!!!!!!!!!!!!

    Non dica “negli interessi dei cittadini” perché non ha mai fatto niente per l interesse della città. Neanche il festino è fatto per i cittadini ma solo per offuscare loro gli occhi. Spendere centinaia di migliaia di euro quando la città ha altre priorità, non è giusto.

    A me pare che a parte l’opposizione abbiano tutti fallito. Ci sono altre elezioni a breve. Io voto l’opposizione.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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