Villari: “Serve legge regionale |per regolamentare gli stage” - Live Sicilia

Villari: “Serve legge regionale |per regolamentare gli stage”

La Cgil denuncia la condizione dei giovani tirocinanti e chiede un intervento immediato della Regione. “Oggi è l’ultimo giorno utile, fissato dalla Conferenza Stato Regioni, per emanare una legge che disciplini la materia”

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CATANIA. Da strumento per accedere al mondo del lavoro a manodopera a costo zero: la parabola discendente dello stage. Solo un giovane su dieci riesce a farsi assumere dopo il percorso del tirocinio formativo (nella maggior parte dei casi gratuito), un dato sconfortante che in Sicilia è ancora più basso. Eppure gli strumenti per invertire questo trand ci sarebbero. Uno di questi lo ha proposto la Cgil: una legge regionale che regolamenta i tirocini attraverso incentivi monetari per le imprese e un rimborso di quattrocento euro per i giovani lavoratori.

Il ddl, però, giace nei cassetti dell’Ars, anche se oggi è l’ultimo giorno utile, fissato dalla Conferenza Stato Regioni, per emanare una legge che disciplini la materia. La denuncia della Cgil parte da dati molto poco incoraggianti. Se da un lato, infatti, aumenta il numero delle imprese che fa ricorso a giovani tirocinanti, dall’altro si registra una drastica riduzione del numero di stagisti assunti dopo il percorso formativo: dal 12,3% al 10,6%. Un dato che, neanche a dirlo, peggiora a mano a mano che si esamina la condizione delle regioni meridionali: 9.9%. Le percentuali siciliane, infine, sono tutt’altro che lusinghiere, prova ne è che gli ultimi posti della classifica sono occupati da cinque provincie isolane: Enna, Siracusa, Trapani, Caltanissetta e Agrigento.

Fabio Tasinato, del dipartimento politiche giovanili della Cgil, illustra così i dati legati a Catania. “E’ la seconda provincia dell’isola per numero di stage attivati, 3620 pari al 21% del totale ma le prospettive di inserimento in azienda dei tirocinanti impiegati sono più basse di oltre un punto rispetto alla media nazionale”. “Gli stage sono vere e proprie forme di sfruttamento” accusa Pina Palella, segretario confederale della Cgil, che ricorda come le aziende “si avvalgano di giovani che non pagano e che vengono sostituiti da altri al termine del percorso formativo”.

“Servono strumenti formativi in grado di disciplinare il rapporto tra datori di lavoro e personale in formazione”- dice Tasinato -“ il ddl depositato in Parlamento è per questo motivo fondamentale”. “La copertura finanziaria di questi interventi, che ammontano a dieci milioni di euro, è ampiamente possibile sbloccando i 33 milioni di euro destinati alla Regione dal Piano Barca per interventi a sostegno dell’occupazione giovanile”. Insomma, a questo punto, manca soltanto l’intervento immediato della Regione. Quello che il segretario generale, Angelo Villari, sollecita: “Il governo regionale sta lavorando bene sui temi della legalità e della lotta alla mafia ma c’è un problema sociale che non può più aspettare”.


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