Virga e Scaletta davanti al Csm | "Accuse prive di fondamento"

Virga e Scaletta davanti al Csm | “Accuse prive di fondamento”

Virga e Scaletta davanti al Csm | “Accuse prive di fondamento”

I due magistrati del tribunale di Palermo hanno respinto con decisione gli addebiti della procura di Caltanissetta in relazione all'indagine sulla gestione delle misure di prevenzione.

L'inchiesta sui beni sequestrati alla mafia
di
4 min di lettura

ROMA – Accuse prive di fondamento: hanno respinto con decisione davanti al Csm gli addebiti che la procura di Caltanissetta muove nei loro confronti, due dei cinque magistrati di Palermo coinvolti nell’inchiesta sulla gestione delle misure di prevenzione. Si tratta del pm della Dda Dario Scaletta e dell’ex consigliere del Csm Tommaso Virga.

Quest’ultimo è stato protagonista di un vero e proprio sfogo davanti alla Prima Commissione che ha aperto nei confronti di tutte le toghe sotto inchiesta la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale. È stata la prima volta che Virga ha avuto l’occasione di controbattere alle contestazioni dei pm nisseni e l’ha sfruttata sino in fondo: per quattro ore e mezza, con l’assistenza dal procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena – racconta chi ha assistito all’audizione a porte chiuse – ha difeso la sua correttezza, spiegando di non aver mai prestato alcun tipo di aiuto, quando era al Csm né dopo, all’ex presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto (tra i principali indagati dell’inchiesta di Caltanissetta) e di non aver in alcun modo spinto la collega a nominare suo figlio Walter, avvocato e ricercatore universitario, amministratore giudiziario in una procedura di particolare rilievo. Tutt’altro: a proporsi per l’incarico sarebbe stato direttamente il figlio, forte del suo curriculum brillante fatto di esperienze di studio e lavoro anche all’estero; lui invece lo avrebbe sconsigliato, anche per i rischi connessi alla gestione di patrimoni sequestrati alla mafia.

*Aggiornamento delle 19.41

Mai aiutato, quando era al Csm e nemmeno dopo, Silvana Saguto, l’allora presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, ora indagata per corruzione; e mai spinto la collega a nominare amministratore giudiziario suo figlio Walter, che si sarebbe proposto da solo per quell’incarico e sarebbe stato scelto per il suo brillante curriculum, fatto anche di esperienze di studio all’estero. Per quattro ore e mezza davanti alla Prima Commissione di Palazzo dei marescialli, l’ex componente togato e presidente di sezione al tribunale di Palermo, Tommaso Virga – coinvolto con Saguto, suo figlio, altri quattro colleghi e alcuni professionisti nell’inchiesta di Caltanissetta sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia – ha difeso la sua correttezza.

Il suo è stato uno sfogo, racconta chi ha assistito all’audizione a porte chiuse e che ha fatto seguito a quella molto più breve di un altro dei magistrati palermitani indagati, il pm della Dda Dario Scaletta. Perché era la prima volta che Virga – assistito dal procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena – aveva l’occasione di controbattere all’accusa che gli muovono i pm di Caltanissetta: induzione indebita perché, abusando del suo ruolo di consigliere del Csm, avrebbe favorito la definizione di un procedimento disciplinare o di una procedura di trasferimento d’ufficio che riguardava Saguto, sino a qualche mese fa presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo; e avrebbe anche spinto la collega a scegliere suo figlio quale amministratore giudiziario in una procedura di particolare rilievo. In realtà in quel periodo non risulta esserci stato al Csm nessun procedimento a carico di Saguto: lo ha messo nero su bianco la Sezione disciplinare qualche quando l’ha sospesa dalle funzioni e dallo stipendio.

E anche dagli accertamenti compiuti a Palazzo dei marescialli – nell’ambito della procedura per il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale di tutti i magistrati coinvolti nell’inchiesta – è emerso che all’epoca ci furono solo due pratiche a tutela dei magistrati della Sezione misure di prevenzione di Palermo. Una era legata alle ombre sollevate da una campagna mediatica, l’altra alla denuncia del prefetto Giuseppe Caruso, a quel tempo direttore dell’Agenzia dei beni confiscati, su un giro di affidamenti dei patrimoni sequestrati a pochi professionisti con “parcelle d’oro”. Tutte e due vennero archiviate, sia pure con un plauso per le toghe siciliane, ma anche rispetto a loro Virga ha escluso di aver avuto un ruolo.

E sull’ipotesi di aver fatto da tramite tra Saguto e i nuovi consiglieri del Csm, l’ex togato è stato altrettanto netto: ha raccontato di essersi solo limitato in un’occasione pubblica a presentare uno dei giudici della Sezione Misure di prevenzione, Fabio Licata (anche lui ora indagato) al consigliere Claudio Galoppi perché potesse parlare dei problemi dell’ ufficio. Decisa anche la difesa del pm Scaletta, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio, perchè secondo la procura di Caltanissetta avrebbe informato Licata e il collega Lorenzo Chiaromonte (anche lui allora alle Misure di prevenzione e oggi sotto inchiesta)della trasmissione da Palermo a Caltanissetta del fascicolo alla base dell’inchiesta. Mai dato informazioni sull’indagine, ha detto Scaletta, che ricorda di aver avuto una conversazione sul procedimento con l’aggiunto della Dda Bernardo Petralia, che sarà ascoltato martedì dal Csm. Quella di Petralia sarà l’ultima audizione.

Nella stessa giornata la Prima Commissione, presieduta dal laico Renato Balduzzi, prenderà le prime decisioni. Innanzitutto si esprimerà sui trasferimenti volontari ad altri tribunali siciliani chiesti da Licata e Chiaromonte (mentre Virga, che oggi ha annunciato la decisione del figlio di cancellarsi dall’albo degli avvocati, sta valutando se compiere lo stesso passo dei colleghi). Nel caso di un “no”,la Commissione procederà al deposito degli atti e dopo dieci giorni presenterà al plenum le sue conclusioni: trasferimento d’ufficio per incompatibilità o archiviazione. (ANSA).

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI