Kuzmanovic, Chevanton e Viviani | La lunga serie dei 'no' al Palermo

Kuzmanovic, Chevanton e Viviani | La lunga serie dei ‘no’ al Palermo

Il giovane centrocampista di scuola Roma, appena accasatosi al Verona, è solo l'ultimo esempio di una lunga lista di giocatori, che sono stati ad un passo dal club di viale del Fante, prima di firmare per altre squadre. Eclatanti i casi del bomber uruguagio e dell'ex interista.

i grandi rifiuti ai rosanero
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PALERMO – C’è chi dice no, anche quando l’aereo per la Sicilia è pronto a decollare. Il “gran rifiuto” di Federico Viviani è l’ultimo di una lista enorme nell’era Zamparini, probabilmente il più clamoroso, data la tempistica e lo sbilanciamento del presidente, ormai certo di aver messo a segno il colpo a centrocampo. Invece Viviani ha preferito cambiare rotta, andando al Verona, dopo una serata di ripensamenti e dubbi. Alle 23 il no definitivo ad un viaggio che da lì a poche ore lo avrebbe portato a Punta Raisi, per poi scattare in clinica per le visite mediche. Un negarsi al Palermo che ha spiazzato tutti, probabilmente anche gli stessi dirigenti del Verona, che si sono ritrovati tra le mani il centrocampista quando tutto sembrava già deciso.

La lista dei rifiuti parte sin dall’alba dell’era zampariniana, con due nomi di lusso per quello che sarebbe stato il campionato di Serie B ai tempi. Dal travaso Venezia-Palermo sono in due a rifiutare di seguire il presidente nella nuova avventura siciliana: il terzino Stefano Bettarini, noto più alle cronache rosa che a quelle sportive per il matrimonio con Simona Ventura, opta per il progetto della Sampdoria, che da lì a breve si rivelerà vincente. Daniel Andersson è invece l’altro giocatore a dire di no a Zamparini, venendo ceduto in prestito prima al Chievo e poi all’Ancona, in entrambi i casi in Serie A, seppur con un epilogo decisamente diverso rispetto a quello che ha visto protagonista Bettarini. La fallimentare stagione dell’Ancona risucchia con sé anche il mediano svedese, che a quel punto preferisce tornare a casa trasferendosi al Malmö.

Nel frattempo, con un tale Fabio Grosso al posto di Bettarini e un certo Eugenio Corini nel ruolo di Daniel Andersson, il Palermo si è guadagnato una meritata promozione in Serie A, diventando in breve tempo una delle piazze più appetibili per una serie di giocatori in rampa di lancio. Non l’ha pensata così Ernesto Javier Chevanton, il colpo da dieci milioni di euro promesso per il primo anno di Serie A e sfumato in un intrigo di agenti, fondi d’investimento e azioni di disturbo. Il tutto nella stessa estate che ha visto svanire il “sogno” Burdisso, quando l’allora centrale del Boca Juniors si era promesso ai rosa, salvo poi accasarsi all’Inter. Il Palermo si consolerà con Andrea Barzagli, che nel tira e molla tra Palermo, Chievo e Piacenza fa la voce grossa e spinge per trasferirsi in Sicilia.

I rifiuti però non finiscono qui. E nelle porte che Rino Foschi s’è visto chiudere in faccia c’è sempre uno zampino piuttosto noto nel calcio italiano, quello di Pantaleo Corvino. I duelli di mercato tra Palermo e Fiorentina finiscono quasi sempre allo stesso modo, con i rosa che trovano l’accordo col club e i viola che chiudono col calciatore. Era stato così quando Corvino si ritrovò dalla parte del banco, come d.s. del Lecce nell’affare Bojinov, ed è stato così con Corvino nella parte dell’acquirente, come nell’affaire Kuzmanovic. Il Palermo chiude col Basilea, Foschi prova a convincere di fretta il serbo, che però si indispettisce e chiede più tempo. Quanto basta a Corvino per presentare un’offerta maggiore e sbaragliare la concorrenza, costringendo il Palermo a virare su Giacomazzi.

Storie di un passato che si ripete, dunque, quelle di un Palermo respinto alla porta dopo un lungo corteggiamento. Oggi tocca a Viviani, che avrà trovato nel Verona maggiori garanzie sportive ed ambientali rispetto a quelle che potevano garantirgli i rosa, preferendo così rimangiarsi un accordo ormai chiuso. Un gesto coraggioso, senza dubbio, al quale solo il campo potrà dare un giudizio. I tifosi del Palermo, intanto, possono sfogliare l’album dei ricordi e ripercorrere le varie sliding doors dei mercati passati. Perché per ogni Giacomazzi al posto di Kuzmanovic, c’è un Grosso al posto di Bettarini. E per evitare che il caso Viviani possa ritorcersi contro, c’è ancora tempo a disposizione.


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