Zen, lavori abusivi nella casa occupata: era abitata da due TikToker

Zen 2, lavori abusivi nella casa occupata: era abitata da due TikToker

lavori abusivi nella casa occupata
L'alloggio è stato sequestrato. "Danni per almeno 25 mila euro"

PALERMO – Più di 120 metri quadrati in fase di ristrutturazione. In corso c’erano dei lavori per ampliare l’appartamento, compresa la chiusura del balcone e la realizzazione di una finestra nel vano scala. Succede in via Rocky Marciano, nel cuore dello Zen 2, in questi mesi passato al setaccio nell’ottica di un ripristino della legalità nell’assegnazione degli alloggi.

La segnalazione e gli accertamenti

Gli accertamenti sono partiti dopo una segnalazione giunta all’assessorato all’Emergenza abitativa, sul posto si è così recata la polizia municipale che ha trovato gli operai al lavoro. Le successive verifiche hanno fatto emergere l’ennesimo quadro sconfortante: l’appartamento era stato da decenni occupato abusivamente, quegli interventi di ampliamento non erano autorizzati. Gli inquilini sono arrivati in via Rocky Marciano mentre era in corso il sopralluogo: si tratta di una coppia di TikToker palermitani con centinaia di migliaia di follower anche su Facebook.

Lavori abusivi nella casa occupata: “Almeno 25mila euro di danni”

“Questo alloggio popolare non è mai stato oggetto di un contratto regolare – spiega l’assessore comunale all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli -. Era prima abitato da una donna che non ne aveva alcun titolo, così come non ne aveva la coppia che ci ha vissuto fino a poco tempo fa con quattro figli. E’ una casa dello Iacp, non possono essere effettuate modifiche di alcun tipo. In questo caso è anche stata modificata la planimetria dell’appartamento”. “Sono stati tolti i mattoni, hanno cambiato gli impianti, è stato addirittura sfondato il muro che dà sul vano scala. Erano pronti materiali di qualità per la ristrutturazione, in corso ci sono anche gli accertamenti per furto di energia elettrica. Ci sono danni di base per almeno 25 mila euro”.

Il sequestro

L’abitazione è quindi stata sequestrata: “Sono stati messi i sigilli, abbiamo trasmesso tutto all’Autorità giudiziaria – prosegue Ferrandelli – e la coppia dovrà rispondere anche di danneggiamento, perché è stato alterato lo stato delle cose, provocando un grave danno patrimoniale a cui si dovrà far fronte per gli interventi di ripristino”. Insomma, una sfilza di abusi all’insegna dell’illegalità.

Lavori abusivi nella casa occupata: “Ora torna allo Iacp”

“Quando la coppia è arrivata sul posto c’ero anch’io – prosegue l’assessore -. Hanno compreso la situazione, non si sono opposti in alcun modo, non potranno più rientrare: l’immobile è stato riconsegnato allo Iacp che dovrà adesso presentare un progetto di recupero. In futuro sarà consegnato a chi ne ha veramente la necessità. Chi lo abitava non vive in stato di povertà e aveva già fatto sapere sui social di alloggiare in una casa vacanze in attesa che terminassero i lavori. La coppia, dopo il sequestro della casa dello Zen ha inoltre affittato un altro appartamento lontano dal quartiere, anche questa soluzione è stata comunicata ai follower”.

Il nostro obiettivo – precisa Ferrandelli – resta quello di trovare un tetto a chi da anni vive tra mille difficoltà. Ci sono mamme, papà e bambini, a volte disabili, che aspettano una casa da troppo tempo”. In lista ci sono 420 famiglie, sono 238 gli alloggi già consegnati.

L’emergenza abitativa a Palermo

“Il mio sogno è di mettere fine all’emergenza abitativa a Palermo entro tre anni – dice l’assessore -. Ma puntiamo a stroncare il fenomeno di sopraffazione e malaffare entro dieci anni, perché Palermo deve liberarsi da questi meccanismi e il messaggio deve essere sempre più chiaro. Noi non buttiamo fuori casa nessuno, ma ci si deve venire incontro. Ogni situazione viene valutata singolarmente: è necessario che le condizioni degli abusivi emergano, perché ciò permette loro di essere iscritti nelle liste che danno la possibilità di ottenere una casa legalmente, di avere un indirizzo di residenza e di ribadire i propri diritti. Nel momento in cui presentano l’istanza vengono aiutati a rimettersi in piedi e non possono più essere abbandonati”.

Il racket degli alloggi popolari

Un monitoraggio costante sui 10 mila alloggi popolari presenti a Palermo, da troppo tempo occupati e gestiti illegalmente anche dalle famiglie mafiose. Risale soltanto a poche settimane fa, la fuga di una famiglia proprio dallo Zen 2, minacciata dopo l’assegnazione di un alloggio. “Ve ne dovete andare”, aveva urlato qualcuno che aveva anche sfondato la porta d’ingresso e ridotto in frantumi i vetri della veranda.

Il presidio civico

Dopo l’episodio ha preso vita, su iniziativa di Ferrandelli, un presidio civico a cui hanno partecipato tanti volontari per evitare che l’abitazione venisse occupata. “E’ stato un segnale forte – commenta l’assessore – che ha permesso a tanta gente di sentirsi al sicuro e di ribadire il proprio no alla condizione di sopraffazione che si vive nel quartiere. Chi vive allo Zen non deve camminare a testa bassa, ma deve sentirsi libero di alzare gli occhi al cielo”.


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