CATANIA – Giornata dedicata alle arringhe delle parti civili e aria di battaglia in aula. Si è conclusa da pochi minuti l’udienza del processo per il brutale stupro di gruppo ai danni di una 13enne catanese, avvenuta mentre altri, presunti complici, tenevano fermo il fidanzatino. Era il 30 gennaio 2024 e la scena terrificante avvenne nei bagni della Villa Bellini di Catania. Il ragazzino della vittima, di poco più grande di lei, fu costretto a fare da spettatore inerme alle violenze.
Dopo la requisitoria del pm Anna Trinchillo, che ha sostenuto l’accusa assieme al procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, è stato il giorno delle discussioni delle parti civili. La requisitoria fu nella penultima udienza. Oggi in aula hanno concluso le associazioni parti civili. L’ultima concluderà il 7 marzo. Oggi è stata la volta dei difensori della ragazzina e del suo ex fidanzatino, rispettivamente gli avvocati Cecilia Puglisi e Eleonora Baratta.
La consulenza contestata dalle parti civili
I difensori delle vittime hanno contestato gli assunti della consulenza espletata su incarico di due dei difensori. I consulenti sostengono che alcuni tra i presunti complici dello stupro sarebbero rimasti in zona solo per pochi minuti. Le parti civili hanno messo in luce presunte discrasie con il resoconto delle vittime, degli imputati stessi e con quanto è emerso dalle indagini.
La Procura, va sottolineato, in una scorsa udienza ha chiesto la condanna per tutti e 4 gli imputati. Più alta per tre di loro, 9 anni, meno grave per il quarto, ai domiciliari, che ha contribuito a identificare gli autori materiali dello stupro che si sono avvicendati nel bagno pubblico femminile della Villa Bellini. Per lui sono stati chiesti 5 anni 4 mesi.
Alla sbarra, come detto, sono quattro dei cinque presunti complici. Il branco era composto da 7 persone. In due avrebbero materialmente commesso lo stupro, un adulto e un minorenne e sono stati già condannati. I cinque (tra cui un altro minorenne, già condannato a pene più miti) sono accusati di concorso nel reato di violenza sessuale di gruppo per aver partecipato rafforzando gli altri.
Le posizioni degli avvocati delle vittime
La difesa della povera ragazzina, ad ogni modo, si è associata alla richiesta di condanna della Procura. L’avvocato di parte civile per conto dell’ex fidanzatino della 13enne, pur aderendo ad essa nel rito, ha ritenuto “elevata” la richiesta della Procura.
L’avvocato Baratta si è complimentato al contempo con l’azione repentina della Procura che ha portato all’individuazione degli autori del grave reato e dei suoi presunti complici, per l’ottimo lavoro svolto nel coordinamento delle indagini dei carabinieri e al giudizio. In aula, peraltro, l’accusa aveva valorizzato il racconto del suo giovane assistito così come della ragazzina.
Le prossime udienze in tribunale
Al termine il processo è stato rinviato al prossimo 3 marzo, per le prossime arringhe dei difensori. Si celebra dinanzi al Tribunale collegiale di Catania, preseduto dal giudice Santino Mirabella, a latere Scalia e Mastroeni.
Un caso che destò orrore e indignazione e che non smette di fare parlare di sè. Tanti gli elementi che hanno suscitato lo sdegno. La giovanissima età delle vittime, l’aggressione ad opera di un branco composto da persone di nazionalità estera. E infine il luogo, la Villa Bellini, dove teoricamente una coppietta avrebbe dovuto trovare riparo e essere al sicuro.
Il collegio di difesa è composto dagli avvocati Alfonso Abate, Salvatore Gangi e Salvatore Cipriani. Per lo stupro di gruppo i processi, tra tribunale ordinario e minorile, sono stati ben quattro.

