Mafia, aula super affollata | Il processo si trasferisce - Live Sicilia

Mafia, aula super affollata | Il processo si trasferisce

Il Tribunale di Palermo

Prossima udienza all'aula bunker dell'Ucciardone

PALERMO – Nuovo palazzo di giustizia di Palermo. Nell’aula 24 si tiene l’udienza preliminare per 19 imputati. Ci sono una ventina di avvocati, compresi quelli delle parti civili. Troppi per mantenere il distanziamento imposto dalla circolare del presidente del Tribunale. È più che una situazione di assembramento.

Gli avvocati degli imputati (tutti in video collegamento), considerati a vario titolo organici o vicini a diversi mandamenti mafiosi della città, escono in corridoio. Il giudice Claudia Rosini fa annotare al cancelliere le richieste di costituzione delle persone offese, poi prende atto che non si può andare avanti in sicurezza. Processo rinviato, ma la prossima volta l’udienza si terrà nell’aula Bunker del carcere Ucciardone.

Da una parte si verificano vicende come quella avvenuta in aula 24, dall’altra il Palazzo di giustizia è un luogo dove vigono rigidi divieti. La giustizia è ripartita, ma a regime ridotto. Per accedere alle Cancellerie per la consultazione dei fascicoli è necessario prenotare un appuntamento telefonico. Gli ufficiali giudiziari lavorano a rilento. Le cinque sezioni penale possono celebrare al massimo tre udienze al giorno monocratiche o collegiali, per un massimo di dieci fascicoli. Le udienze sono a porte chiuse o con le parti collegate da remoto. Si tracciano percorsi di ingresso e di uscita. Zone riservate dove i legali devono sostare in attesa di esser chiamati. L’avvocatura protesta. “Bar, parrucchieri e ristoranti hanno ripreso la loro attività, ma la giustizia a Palermo rimane ancora in stand by”, ha detto il presidente dell’ordine degli avvocati Giovanni Immordino.

A chiedere il rinvio a giudizio degli imputati sono stati i pubblici ministeri Amelia Luise e Alfredo Gagliardi. Ecco i nomi: Baldassare Migliore Francesco La Barbera, Fabio Chianchiano, Salvatore Lucera, Vito Scarpitta (tutti indagati per mafia), Tommaso Contino, Giuseppe Calvaruso, Salvatore D’Urso, Salvatore Amato, Vincenzo De Lisi, Silvio Guerrera, Giuseppe Messina, Sandro Diele, Giovanni Messina, Girolamo Taormina, Giuseppe Fricano, Giuseppe La Torre /tutti per estorsione), Antonino Giambona (intestazione fittizia di beni) Salvatore Verga e Francesco Di Noto (reati in materia di stupefacenti). Entro fine mese dovrà arrivare la decisione del giudici. Per alcuni imputati scadranno i termini di custodia cautelare.

Numerosi gli episodi estorsivi documentati dagli investigatori. Costruttori, imprenditori edili e titolari di ditte di movimento terra, imprenditore del settore alimentare, vivaisti, gestori di lidi balneari: tutti accomunati dal fatto di avere subito le angherie mafiose. Pagavano il pizzo e lo hanno ammesso solo dopo essere stati messi di fronte all’evidenza.

 


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