PALERMO – Tutti assolti. Non ci sono colpevoli per la morte di Ornella Paltrinieri Galletti. Aveva 88 anni quando, nel 2015, morì schiacciata da un masso di 100 tonnellate che si staccò da Monte Gallo e sfondò il tetto della sua casa in via Calpurnio, a Mondello. La donna era nella camera da letto.
Sotto processo davanti al giudice Daniela Vascellaro
c’erano l’attuale assessore comunale all’Istruzione, Aristide Tamajo, gli ex assessori Roberto Clemente ed Emilio Arcuri, i capi del dipartimento della Protezione civile comunale Salvatore Badagliacca, Nicola Di Bartolomeo e Francesco Mereu, il progettista dei lavori Massimo Verga, i tecnici Camillo Alagna, Emilio Di Maria e Giuseppe Vinci, Filippo Carcara e Antonio Dino che erano i responsabili unici del procedimento che prevedeva la messa in sicurezza di Monte Gallo.
Non reggono, dunque, le accuse di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Nell’incidente erano rimaste ferite anche la figlia della vittima e la nipote.
Dall’inchiesta erano subito usciti Leoluca Orlando Diego Cammarata, entrambi ex sindaci.
Secondo la ricostruzione della Procura, i politici e i responsabili degli uffici comunali avrebbero omesso di adottare urgenti interventi che avrebbero evitato il peggio. Ad esempio il pre-allertamento, l’informazione e l’allontanamento della popolazione esposta al rischio nella aree in dissesto della zona B della parete rocciosa di Monte Gallo. Il progetto era andato per le lunghe. I lavori ritenuti “urgenti e necessari” erano stati progettati nel 2004 e furono avviati solo nel 2015.
Secondo gli imputati, si sarebbe trattato di un evento imprevedibile causato dal maltempo. Ed è passata la linea difensiva degli avvocati Roberto Mangano, Cristiano Galfano, Fabio Lanfranca, Enrico Sorgi, Sergio Visconti, Alessandro Martorana, Michele Calantropo, Sergio Lapis, Roberto Macaluso , Valentina e Marco Clementi, Vincenzo Lo Re, Loredana Culò.

