Messina sull'orlo del default |Su "S" i conti del Comune

Messina sull’orlo del default |Su “S” i conti del Comune

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Sabato torna in edicola il mensile. Nel nuovo numero un servizio sul caos nei bilanci della città dello Stretto. Dove il commissario straordinario Luigi Croce (nella foto) e il ragioniere generale Ferdinando Coglitore litigano sull'entità del buco: per uno è di 243 milioni, per l'altro di 60.

Il nuovo numero da sabato in edicola
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1 min di lettura

MESSINA – Il Comune di Messina è a un passo dal default. Ma gli amministratori non riescono nemmeno a mettersi d’accordo sull’entità del debito: per il commissario straordinario, l’ex procuratore Luigi Croce, ammonta a 243 milioni, per il ragioniere generale Ferdinando Coglitore a 60. Al caos nei conti del Comune dello Stretto il nuovo numero di “S”, in edicola da sabato e già da domani acquistabile in formato pdf, dedica un ampio servizio: il mensile pubblica i documenti presentati il 9 novembre da Croce e Coglitore alla Corte dei Conti, nei quali commissario e ragioniere generale si scontrano apertamente sul bilancio. La reazione dei magistrati contabili è stata netta: entro il 9 dicembre bisogna presentare un piano contro il dissesto.
A Messina, del resto, il problema più pressante è rappresentato dalle partecipate. Per Croce, infatti, “il bilancio dell’azienda dei trasporti non viene approvato dal consiglio comunale dal 2004, quello della società dei rifiuti è contraddittorio”. “S” ha i documenti di questo buco: l’Atm, l’azienda dei trasporti, fino al 2009 aveva un passivo di 51 milioni di euro. E l’ex sindaco Peppino Buzzanca specifica: “Il trasporto su rotaia provoca un buco di due milioni e mezzo all’anno”. Per quasi tutti la strada è la privatizzazione, una soluzione alla quale apre anche il Partito democratico.
L’altra idea è l’aumento della Tarsu. Ma il Comune ha difficoltà a riscuoterla: nel 2011 sono state accertate evasioni fiscali per oltre 5 milioni, ma da questa voce sono stati incassati solo 3 milioni. L’ultima spiaggia, infine, è chiedere aiuto a Roma. Il ragioniere generale Coglitore assicura: “Con un contributo nazionale e un mutuo dalla Cassa depositi e prestiti possiamo cavarcela”. Ma per il presidente della commissione Bilancio Giuseppe Melazzo la salvezza passa anche da una transazione con i fornitori.


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