CATANIA – Il gup di Catania ha condannato a oltre due secoli e mezzo di reclusione presunti responsabili e componenti, a vario titolo, di uno dei gruppi più attivi del clan Cappello, protagonista di trame mafiose in grado di gestire, in maniera estremamente redditizia, il business della droga a San Cristoforo. Sono noti come carateddi. E sono in grado di portare, partendo da questo difficile quartiere catanese, fiumi di cocaina e crack in tutta la città.
A capo del clan, affossato dall’operazione della polizia denominata Locu, ci sarebbe Rocco Ferrara, un 46enne che avrebbe pure, tra i segni particolari, una mezza parentela con il boss Salvatore Cappello. Ferrara è stato condannato a 20 anni.
Le accuse per cui sono arrivate le condanne dal gup Luigi Barone vanno dall’associazione mafiosa al traffico di armi, all’associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina, crack, marijuana skunk e hashish, e traffico di droga semplice.
I condannati
Condannati a 20 anni, oltre a Ferrara, anche Giovanni Agatino Distefano e Domenico Querulo. Poi a 10 anni Renè Salvatore Distefano, Filippo Crisafulli e Francesco Maugeri, a 8 anni 6 mesi Salvatore Crisafulli e Francesco Cultraro; a 5 anni 6 mesi Salvatore Cultraro; a 5 anni 4 mesi Umberto D’Antone, Carmela Fiorentino, Andrea La Rosa, Santo Gabriele Longo, Jonathan Russo, Cristina Scavone, Giovanni Vecchio, Francesca, Giuseppe, Salvatore e Santo Tomaselli; a 5 anni 8 mesi Giovanni Orazio Di Grazia.
Inflitti 7 anni 4 mesi a Francesco Grillo e Salvatore Marino, 3 anni 4 mesi 14 mila euro di multa a Piera Grillo, 8 anni 2 mesi a Antonino Oscini, 7 anni e 32.000 euro di multa a Francesco Palazzolo, 4 anni 8 mesi e 30 mila euro di multa a Gaetano Venuto, 4 anni 2 mesi a Gianluca Pittera, 5 anni a Mario Maurizio Providenti, 9 anni 10 mesi a Biagio Querulo, 6 anni 4 mesi a Giuseppe Spampinato, 5 anni e 24 mila euro di multa a Giovanni Tomaselli, 8 anni a Nicola Tomaselli, 9 anni 4 mesi a Gheorghe Laurentiu Trusca, 4 anni 8 mesi e 30 mila euro di multa a Giuseppe Valuto Sciara,
Per alcuni imputati sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche e la continuazione con sentenze precedenti.
L’inchiesta
L’indagine è stata svolta dagli agenti della Squadra mobile e della sezione antidroga della Questura di Catania. È partita nel maggio del 2020 dall’analisi della piazza di spaccio di San Cristoforo. La piazza di San Cristoforo sarebbe stata alimentata da tre diversi canali di rifornimento.
C’erano quelli capeggiati da Domenico Querulo, detto Domenico da za Lina. C’era poi il gruppo di Ferrara e Di Stefano, quest’ultimo noto come “Giuvanneddu cammisa”; e il gruppo riconducibile al presunto grossista di cocaina Giovanni Orazio Di Grazia, figlio di un esponente del clan Laudani.

