PALERMO – La moratoria non c’è più. La norma che dava fiato alle piccole e medie imprese concedendo più tempo per pagare i debiti almeno il 50% dovrà essere incassato dalla Regione finisce sotto la scure del commissario perché, secondo Aronica, l’Ars non è competente in materia. Il commissario dello Stato fornisce un’ampia motivazione all’impugnativa, citando lo Statuto e numerose leggi dello Stato che, secondo lui, vanno tutte in una direzione precisa: “Alla Regione Siciliana viene riconosciuta dal legislatore statale la potestà legislativa concorrente esclusivamente nella gestione del servizio di riscossione, senza che la stessa possa intervenire in alcun modo sulla disciplina sostanziale della riscossione dei tributi”. In altre parole: può decidere chi e come deve riscuotere, ma non se si debba riscuotere.
Il commissario dello Stato, però, ne fa anche una questione di uguaglianza. Richiamandosi all’articolo 3 della Costituzione, quello che prevede il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini dello Stato, Aronica osserva come una dilazione di questo tipo favorisca le aziende siciliane senza che un’analoga dilazione venga concessa alle altre imprese. La norma, quindi, secondo piazza Principe di Camporeale “creerebbe inevitabili disparità di trattamento tra i contribuenti del territorio nazionale”.
Secondo Aronica, la Regione non ha il potere di rinviare la riscossione. Occhi puntati anche sulla disparità che si creerebbe con le aziende non siciliane.
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