Sciopero generale, la Cgil Catania: “Il 12 dicembre occasione per costruire un’alternativa”

Sciopero generale, la Cgil Catania: “L’occasione per costruire un’alternativa”

"Occorre una svolta radicale"
12 DICEMBRE
di
2 min di lettura

CATANIA – “Il nuovo sciopero generale del 12 dicembre è la nostra occasione per costruire un’alternativa. Catania sarà in prima fila”. Con questo messaggio la Cgil etnea ha aperto la nuova Assemblea delle assemblee, incontro che ha riunito delegati e attivisti per fare il punto sulle mobilitazioni in corso e rilanciare la partecipazione alla protesta nazionale.

A guidare il dibattito è stato il segretario della Camera del lavoro, Carmelo De Caudo, insieme al segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. De Caudo ha richiamato “l’urgenza di dare continuità all’impegno degli ultimi mesi e di rafforzare la presenza del sindacato nel territorio”, ricordando che lo sciopero generale “è stato proclamato per chiedere una svolta radicale nella legge di bilancio 2026, per sostenere le vertenze aperte sui contratti nazionali scaduti e per affermare un modello di sviluppo fondato su giustizia sociale, lavoro stabile, diritti e prospettiva”.

Mannino ha ampliato il quadro, sottolineando come lo sciopero del 12 dicembre “riguardi da vicino la Sicilia e i siciliani”, una regione dove “salari e pensioni sono più bassi che nel resto del Paese” e dove “il divario occupazionale si allarga soprattutto guardando a donne e giovani”. Il segretario regionale ha ricordato che “ogni anno 30 mila ragazze e ragazzi lasciano l’Isola” e ha definito questa fuga “una situazione inaccettabile”. Per il sindacato, scioperare contro la manovra del governo Meloni significa “rivendicare lavoro, un fisco più giusto, investimenti su sanità pubblica e istruzione”, con l’obiettivo di ottenere “un cambiamento profondo che dia prospettiva alle giovani generazioni”.

Nel corso dell’assemblea sono stati richiamati i nodi più urgenti che attraversano il mondo del lavoro e la società siciliana: i contratti nazionali ancora bloccati, il peggioramento delle condizioni nel pubblico impiego, la precarietà crescente, la crisi abitativa, la mancanza di politiche per i giovani e l’insufficienza degli investimenti nei servizi essenziali. De Caudo ha inoltre ribadito la necessità di “contrastare la deriva verso l’aumento della spesa militare” e di sostenere la legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica, esprimendo anche l’adesione della Cgil alla campagna per il “no” al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere.

La Cgil catanese si prepara così a una mobilitazione ampia, convinta che il 12 dicembre possa rappresentare un passaggio decisivo nella costruzione di un’alternativa sociale, politica ed economica per Catania e per l’intera Sicilia.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI