MESSINA – Sette possibili candidati a sindaco, tutti dell’area del ‘Campo progressista’, anzi del ‘Campo Stretto’ a Messina: la città ospita il primo laboratorio politico del fronte di opposizione al centrodestra. Con una novità degli ultimi giorni: alle riunioni sta partecipando anche Controcorrente. Il tempo stringe.
Messina, il primo test e Barbara Floridia
Il tavolo del centrosinistra è una realtà, i leader dei principali partiti di opposizione stanno partecipando alle riunioni, ufficialmente non si parla ancora dei candidati a sindaco, ma sono almeno sette i pretendenti per la poltrona di Federico Basile. Prima dei nomi in campo, il dato che emerge è quello del perimetro variabile. Controcorrente è presente, una novità dopo l’abbandono del campo progressista di La Vardera e l’annuncio della sua candidatura a presidente della Regione.
“Abbiamo riunito il tavolo al quale si è inserito anche il movimento di La Vardera – spiega Armando Hyerace, segretario provinciale del Pd – non ha ancora sciolto le riserve, ma ha uno spirito costruttivo, è tutto work in progress”.
Tre nomi tra i Dem
Tra i Dem circolano tre nomi, quelli di Alessandro e Antonella Russo, entrambi consiglieri comunali e quello di Maria Flavia Timbro, avvocatessa ex parlamentare. Ma a questi si aggiunge Barbara Floridia, esponente del M5s e presidente della commissione di Vigilanza Rai, che raccoglie simpatie anche nel Pd.
“Non siamo entrati nella discussione sui candidati, i partiti hanno un ventaglio di ipotesi, né io come Pd, né la segretaria provinciale dei 5 Stelle abbiamo fatto un nome – sostiene Hyerace – circolano i più papabili, ci sono i 20 giorni entro cui Basile può ritirare le dimissioni e auspico che la prossima settimana si chiuda tutto”.
Paolo Todaro, il candidato di Avs
“A Messina c’è uno scenario importante, esiste la convinzione del campo progressista di mettere in campo una proposta alternativa al centrodestra e Basile, rappresenta il banco di prova della nostra proposta, il Campo largo non ha nulla a che fare con De Luca, che snaturerebbe il perimetro politico della coalizione a livello regionale”. Pierpaolo Montalto, segretario di Sinistra Italiana – Avs punta molto sul test di Messina, soprattutto per delineare il perimetro della coalizione.
“Se a Messina il campo progressista non va con Cateno De Luca – dice Montalto – mi sembra difficile che il resto delle forze non continuino a dare risposte su questo punto. E noi escludiamo qualsiasi ipotesi di accoglimento di coloro che hanno governato col centrodestra”.
Montalto rivendica la sinergia con Controcorrente: “Dove il campo largo coinvolge forze estranee al campo progressista, si determina uno stallo che blocca tutto, sono confini insuperabili: il discorso vale per tutti i Comuni”.
Avs propone Paolo Todaro, battagliero No Ponte, come aspirante primo cittadino, “è un ottimo candidato – commenta Montalto – ma va scelto con la condivisione di tutti”.
Di Paola (M5s): “Dobbiamo costruire i sindaci”
Niente nomi. Nuccio Di Paola, segretario regionale del M5s, parla della strategia: “Noi dobbiamo provare a costruire sindaci, o la sindaca, non il candidato di vetrina, questa è la differenza, cercheremo una persona che vuole fare il sindaco, si governa e si vince se metti persone che vogliono vincere e non partecipare”.
Il percorso non è semplice, Di Paola è convinto che “Basile, dimettendosi un anno prima, vuole prendere tutti in contropiede, le forze politiche devono accelerare per una sintesi, che non è semplicissima. L’auspicio è che le forze politiche propongano ciascuna un nominativo. Mi aspetto che Controcorrente proponga un nome, stesso discorso per Pd, Avs, M5s, i nomi rappresenteranno la squadra e poi proveremo a trovare la sintesi. Italia viva? Se è alternativa al centrodestra è da valutare insieme al territorio. Ascolterò il territorio, il gruppo locale del movimento insieme alle altre forze civiche”.
La Vardera: “Il nostro candidato è La Cava”
“Stiamo partecipando, su invito degli alleati, al tavolo del campo progressista di Messina – spiega Ismaele La Vardera – mentre su base regionale qualcuno non comprende la nostra forza, il Pd di Messina ci chiede di essere presenti, oggettivamente non abbiamo preso una decisione, anche su Messina avremmo un nostro candidato sindaco che è in attesa di comprendere cosa fare”.
Il leader di Controcorrente è al tavolo del campo progressista, ma il percorso che ha iniziato, con Palazzo d’Orléans nel mirino, rischia di imporre ancora una breve permanenza nel campo progressista dello Stretto. Punto primo, ha la necessità di misurarsi e non è detto che, al traino di Floridia, Controcorrente ottenga più consensi. Si tratta dello stesso cruccio che lo ha spinto a iniziare una corsa solitaria perché, di fatto, avrebbe solo da guadagnarci.
“Si parla di questo avvocato Todaro lanciato da Avs – continua La Vardera – il nostro candidato è l’avvocato Vincenzo La Cava, stiamo vedendo di capire se ci sono le condizioni per fare un lavoro di squadra. Messina merita un’alternativa di squadra”.
Lo scenario, ma c’è anche Musolino
Ai piani alti del Pd, la candidatura di Barbara Floridia è gradita. Il tavolo del centrosinistra dovrebbe trovare la quadra la prossima settimana. Ma resta aperta l’incognita Avs e Controcorrente. E poi c’è l’incognita Italia Viva, che propone la senatrice Dafne Musolino come candidata sindaco.

