Sanità e assessorati, pensiamo alla salute

Regione, rimpasto, pedine, assessorati. Pensiamo solo alla salute

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Le strategie e il bisogno dei pazienti siciliani

Da qualche parte, al Civico di Palermo, c’è un chirurgo che, con il suo reparto, lavora come in miniera. E’ una storia di normale sanità di cui abbiamo avuto conoscenza diretta che si sovrappone ad altre di militi più o meno ignoti. Questo medico entra in sala operatoria la mattina presto ed emerge da lì a sera tardi. La mattina dopo, ricomincia.

Quando ha concluso un intervento, convoca i parenti della persona che ha appena operato e li ragguaglia. Sempre disponibile, sempre cortese, sempre attento. Non offre mai l’impressione della tecnica anonima di una catena di montaggio, mostra l’empatia necessaria. Si rammarica, se è il caso. Più spesso racconta la speranza. Qualcuno lo abbraccia. Lui si schermisce e torna in sala operatoria. Tanti lo cercano, perché è bravissimo.

Ne abbiamo conosciuti diversi di professionisti encomiabili, per fortuna. Gente che, in condizioni difficilissime, soverchiata da liste d’attesa monumentali, afflitta dalle inefficienze del contesto generale, siciliano e non, regge con i denti la Sanità pubblica, ciò che ne rimane. Purtroppo, abbiamo intravisto pure il contrario. Camici bianchi umanamente sciatti, non sempe all’altezza, magari convinti che lo stato d’emergenza dei nostri ospedali autorizzi l’ignavia. Una minoranza, comunque.

Dopo l’intervista a LiveSicilia.it del plenipotenziario meloniano in Sicilia, Luca Sbardella, la poltrona dell’assessorato regionale alla Salute è tornata alla ribalta. Fratelli d’Italia la rivendica e sostiene di potere dare un contributo importante. La posta in gioco complessiva è un intreccio tra il finale di legislatura e le scelte per le prossime elezioni regionali.

Non c’è da stupirsi, la politica si fa anche così, muovendo pedine sullo scacchiere. E’ una attività legittima che contempera gli interessi specifici e le prospettive generali. Noi solo una cosa chiederemmo, rispetto al delicatissimo argomento.

Vorremmo che ogni opzione fosse valutata nel senso esclusivo del bene comune, in un settore caratterizzato da grandi problemi.

L’aspetto preso in considerazione sia solo quello delle cose, dei risultati, della sofferenza delle persone. Qualunque decisione tenga conto esclusivamente dei siciliani a disagio, delle loro non poche richieste disattese, degli ostacoli e della capacità di risposte del sistema, delle esigenze dei medici sul campo. Per una volta, se possibile, pensiamo soltanto alla salute.

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