CATANIA – In via Ustica la droga arrivava direttamente dalla Calabria. I narcotrafficanti spedivano con i corrieri, attraverso il porto di Messina, anche 5 kg di cocaina per volta. Giunta a Catania, poi veniva smerciata da una rete di pusher. Erano in grado di approvvigionare anche di marijuana e skunk, oltre che di polvere bianca, i clienti, in una piazza di spaccio tra le più importanti e attive della città. Per smantellare questa rete, la polizia ha indagato per mesi, fino al 2022. Agenti sotto copertura hanno acquistato la droga riprendendo il volto dei pusher, e sono state installate videocamere, realizzate intercettazioni e un’inchiesta vecchio stampo.
L’organizzazione della piazza di spaccio
Ora a Corte d’appello ha ridotto lievemente le pene ma ha confermato l’impianto raccolto dagli investigatori, coordinati dalla Dda di Catania. L’indagine portò alla cosiddetta ‘operazione Mezzaluna’, condotta dalla squadra mobile il 15 marzo di quattro anni fa.
La ‘piazza’ era organizzata in modo classico: ci sarebbero stati pusher, vedette e gestori al dettaglio. Tra i condannati in appello ci sono anche due dei presunti capi del gruppo. Sono Carmelo Ventaloro, a cui sono stati inflitti 7 anni e 4 mesi. E Renato Concetto Consoli, detto ‘ciccio a niura’, 9 anni e 10 mesi.
Il dettaglio della sentenza
Nel dettaglio, la seconda sezione penale della Corte d’appello di Catania ha condannato Concetto Renato Consoli a 9 anni e 10 mesi. In primo grado il gup gli aveva inflitto 13 anni. Pena ridotta anche per Carmelo Ventaloro,da 9 anni e 4 mesi a 7 anni e 4 mesi. Ad Antonello Ventaloro: i giudici hanno inflitto 10 anni, meno rispetto ai 14 anni e 8 mesi che gli erano stati inflitti in primo grado.
Stefano Lanzafame, Giuseppe Ventaloro, Nino Mario Barbato, Sebastiano Guerrera, Giuseppe Razza, Angelo Massimo Ruggeri a 8 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione. Condannati a 8 anni Tanino Dario Ierna, Angelo Santoro e Maurizio Vaccalluzzo (ai tre erano stati inflitti 10 anni in primo grado). Condanna a 7 anni e 4 mesi per Giovanni Davide Gangi. A 6 anni (rispetto ai 7 anni e 4 mesi inflitti in primo grado) per Claudio Caudullo e Concetto.
Le altre condanne
E ancora, condannato Andrea Vito Curia a 4 anni, 5 mesi e 20 giorni (aveva preso dieci giorni in più in primo grado. Condanna a 5 anni e 4 mesi per Salvatore Giuffrida; a 4 anni e 10 mesi per Michelangelo Maurizio Cocola (7 anni e 4 mesi in primo grado). Condanna a 4 anni e 6 mesi per Silvio Consoli (8 anni e 10 mesi in primo grado). Filippo Ierna condannato a 5 anni e 2 mesi (6 anni e 8 mesi in primo grado).
I giudici hanno condannato Danilo Orazio Mineo a 4 anni e 10 mesi (10 anni e 8 mesi in primo grado). Fabio Vaccalluzzo a 4 anni e 16.000 euro di multa (5 anni e 6 mesi e 18mila di multa in primo grado). Inflitti 9 anni e 4 mesi a Mirko Ventaloro a (10 anni in primo grado); 5 anni e 4 mesi a Alessandro Carmelo Zappalà (7 anni e 4 mesi in primo grado).
Condannato Alfredo Mantia a 4 anni, 10 mesi e 20 giorni. In primo grado il gup gli aveva inflitto una condanna di oltre il doppio, ovvero 10 anni. Confermate infine le condanne a dieci anni per Alfio Cavallaro e Sergio Sentina. E confermati i 4 anni 6 mesi per Nicola Di Pasquale. Il collegio dei difensori è composto dagli avvocati Leda Puleo, Antonino Tomaselli, Claudio Barone. Luca Mirone, Marco Tringali, Francesco Branca, Giovanna Aprile, Giuseppe Rapisarda e Filippo Pino.

